mercoledì 22 luglio 2026
Esteri
Guerra Russia – Ucraina (+ UE) il punto della situazione
...e le possibili ripercussioni su di noi

Sapete che cosa è la “nebbia di guerra”? Viene così definita l’azione delle opposte propagande che rende difficile comprendere quali notizie sulle operazioni militari siano vere, parzialmente vere o completamente inventate, tanto da rendere difficoltoso capire quale sia l’andamento del conflitto. Basti pensare che ancora a marzo del ‘45, con l’Armata Rossa alle porte di Berlino, la propaganda di Goebbels riusciva a far sperare ad una parte dei Tedeschi un esito favorevole, o quantomeno non catastrofico, della guerra.



Prendiamo la guerra in corso dal 2022 in Ucraina. Come orientarsi? Secondo Kiev (e secondo i media europei che ne riprendono in maniera del tutto acritica i bollettini) l’avanzata russa sarebbe stata bloccata e le perdite dell’esercito di Mosca sarebbero spaventose ed alla lunga non tollerabili. La realtà sul campo dimostra, come vedremo, che questo quadro è del tutto falso. Peraltro anche i bollettini emessi dallo Stato Maggiore russo sono da prendere con le dovute cautele: basti pensare che il Comandante in Capo dell’esercito russo, Generale Gerasimov, aveva annunciato un anno fa la conquista di Kupiansk, una città strategicamente importante, che in realtà è ancora oggi, almeno parzialmente, sotto il controllo delle Forze Armate ucraine. Per farmi delle idee precise, personalmente ho seguito un certo numero di osservatori ed analisti specializzati, scegliendo alla fine quelli che, a prescindere dalle simpatie, mi sono sembrati più informati ed obiettivi. Un indicatore importante è il verificarsi di previsioni sull’andamento futuro della guerra. Per dirla in parole povere, se uno non ne ha centrata una in diversi mesi vuole evidentemente dire che la sua affidabilità è oggettivamente scarsa. Un grosso aiuto viene anche dalle mappe satellitari, che indicano con certezza quanto meno da che parte si muove il fronte.



Veniamo quindi alla situazione sul campo.



Bisogna tenere sempre presente la lunghezza del fronte che va (non certo procedendo in linea retta) dalla provincia ucraina di Sumy fino al Mar Nero, per un totale di oltre 1.500 chilometri. Su questa linea si fronteggiano eserciti di consistenza numerica simile (sei-settecentomila uomini per parte), ma con una netta prevalenza russa per quanto riguarda l’aviazione, la missilistica ed il parco delle artiglierie. Per i droni invece, grazie agli aiuti occidentali, il vantaggio appare ancora ucraino, almeno in alcuni settori del fronte. La tendenza degli ultimi mesi appare quella di una lenta, ma continua, avanzata russa, ma senza un vero crollo da parte ucraina, che anzi lancia sovente contrattacchi, sia pure di portata limitata ( e ingigantita dai media occidentali).



- Nelle provincie di Sumy e Kharkov le truppe di Mosca sono riuscite prendere il controllo di una serie di villaggi e cittadine alla frontiera (per una profondità di una ventina di chilometri) in modo da creare una zona cuscinetto a protezione delle provincie russe di Belgorod e Kursk, dove infatti non si registrano più tentativi di infiltrazioni ucraine da molti mesi.



-Più a sud le forze russe hanno conseguito recentemente due importanti successi, con la conquista completa di Kostantinovka e quasi completa di Krasni Liman e sono ormai a pochi chilometri (da cinque a dieci nel momento in cui scrivo) dagli ultimi due bastioni ucraini nel Donbass, e precisamente Kramatorsk e Slaviansk. La conquista delle due città non sarà semplice perché si tratta di due grossi centri (complessivamente mezzo milione di abitanti in parte già sfollati) con moltissimi palazzi in cemento armato. Credo che i Russi utilizzeranno una tattica ormai collaudata: circondare lentamente le città, stabilendo almeno il controllo di fuoco su tutte le vie di accesso in modo da rendere difficoltoso l’invio di rinforzi e rifornimenti, poi colpire le concentrazioni di truppe nemiche con l’artiglieria e le terribili FAB, bombe aeree plananti, quindi far procedere piccoli gruppi di incursori per prendere il controllo di edifici strategici ed alla fine procedere a “ripulire”, con la fanteria di linea ed i mezzi blindati, il resto della città da ogni presenza militare ucraina. Una operazione che richiederà molti mesi. Voi direte “e nel frattempo la popolazione civile rimasta in che condizioni si trova a vivere?” Semplice: nelle cantine, privi dei servizi essenziali come luce, gas, acqua potabile, assistenza sanitaria. Spesso nell’impossibilità di seppellire i cadaveri e con l’assillo quotidiano di recuperare almeno un pezzo di pane per mangiare, magari uscendo allo scoperto nei rari momenti di tregua e mendicandolo ai militari russi o ucraini.



- nella regione di Zhaporizia, importante per la presenza di una centrale nucleare, la situazione è più fluida: in alcuni settori avanzano i Russi, in altri vi sono contrattacchi ucraini. Gli spostamenti del fronte sono comunque limitati. Infine, nella regione di Kherson è in corso una guerra di posizione. Il fiume Dnepr divide i due schieramenti e con il suo largo corso rende difficili operazioni a largo raggio.



In conclusione possiamo dire che sul terreno vi è un lento progresso russo, ma che l’esercito ucraino, anche grazie ai continui rifornimenti di armi che arrivano dai paesi Ue e dagli Usa, non sembra prossimo al crollo e riesce ancora a lanciare controffensive sia pure limitate ed al prezzo di gravi perdite.



A fianco delle operazioni sul fronte, però, è importante segnalare lo sviluppo di una guerra diversa (che, a mio avviso, sarà lo schema di tutte le guerre future, compresa quella in Medio Oriente), vale a dire la sistematica distruzione, attraverso droni e missili, delle risorse economiche, militari, energetiche del nemico. Tutte le notti centinaia di droni partono dall’Ucraina diretti in Russia, che risponde con altrettanta o maggiore intensità, facendo uso anche dei missili ipersonici come il Khinzal e lo Zircon. Tra le due parti è però doveroso segnalare una differenza di strategia. La Russia tende a massimizzare i danni, ma a limitare le vittime civili. Nel pesante bombardamento su Kiev del 16 luglio scorso (51 missili di cui uno solo intercettato) gli Ucraini hanno lamentato un solo morto. Al contrario, l’Ucraina tende a colpire anche obbiettivi civili, causando molte vittime tra la popolazione russa (qui citiamo solo il bombardamento del dormitorio universitario di Starobelsk che ha causato 21 giovanissime vittime). Non si tratta di cattiveria, ma di una precisa strategia: stancare la popolazione russa, sperando che si rivolti contro il Cremlino.



Veniamo alla domanda finale: quali possono essere le ricadute sui Paesi europei di questa guerra ed in particolare della scellerata scelta della UE di scendere di fatto in campo a fianco dell’Ucraina?



Le conseguenze economiche le stiamo già verificando: l’economia tedesca, considerata la locomotiva di quella europea, sta rallentando e la sua principale industria, la Volkswagen, ha annunciato decine di migliaia di licenziamenti. Il sabotaggio da parte degli Ucraini del Nordstream ha provocato un’impennata dei prezzi dell’energia e gravissimi danni ambientali e inoltre in tutta l’Europa è stata lanciata una campagna di riarmo, sostenuta con fondi sottratti a Sanità e Istruzione e con l’aumento della pressione fiscale.



Questo però è nulla, perché il vero problema è che l’Europa (meglio, la UE) si è esposta a rappresaglie militari da parte della Russia. Non sto parlando di una invasione, che non ci sarà mai, ma di azioni mirate sulle nostre fabbriche di armi, in particolare quelle tedesche. L’esercito russo ha una vasta gamma di missili (compresi vettori ipersonici praticamente non intercettabili) con i quali può colpire praticamente qualunque Paese europeo. Quanto è plausibile questo quadro, che potrebbe preludere ad una grande guerra europea? Francamente non lo so, ma posso dire che le pressioni su Putin, anche da parte di suoi consiglieri personali come l’ex Presidente Medvedv e la Direttrice dell’ Istituto di Studi Strategici Elena Panina, perché lanci delle rappresaglie sui Paesi europei che riforniscono di armi l’Ucraina sono in costante aumento. Staremo a vedere…



Mario Villani




Indirizzo email: info@appunti.ru

Contatore visite: 1.184.823