Il 27 gennaio giornata della memoria vogliamo ricordare i morti che non ricorda nessuno. I sei milioni di innocenti, nostri compatrioti, soppressi per aborto dal 1978 anno della legalizzazione.
Il 27 gennaio prossimo, come ogni 27 gennaio da 11 anni a questa parte, si celebrerà la giornata della memoria in ricordo dell’ingresso dell’Armata Rossa nel campo di Birkenau il 27 gennaio 1945.
Non è mia intenzione polemizzare con questo ricordo di avvenimenti lontani, celebrato, con pompa di retorica e malcelata insofferenza, dalle macchine amministrativo\burocratiche di mezzo mondo.
Chi scrive è assolutamente certo che l’omicidio anche di un solo innocente gridi vendetta al cospetto di Dio, a prescindere dalle modalità con cui questo omicidio venga perpetrato, camere a gas, fucilazioni, bombardamenti a tappeto terroristici, fame e stenti per ragioni di profitto o per avvelenamento o smembramento chirurgico nel ventre della madre che sia.
Con questo mio breve memento voglio solo ricordare quei sei milioni di morti di cui non si parla mai. Sei milioni di omicidi di innocenti per definizione che non sono avvenuti 70 anni fa, in una lontana pianura polacca, durante una guerra ideologicamente feroce, e ad opera di un regime scellerato, cancellato dalla sconfitta e di cui non esistono oggi emuli od epigoni sul pianeta. Ma che sono avvenuti nella ordinaria tranquillità della vita quotidiana delle nostre opulente e civili metropoli o delle nostre sonnacchiose province. Sono avvenuti in mezzo a noi e continuano al ritmo spaventoso di 100.000, calcolati per difetto, all’anno.
Certo se il significato del giorno della memoria è, come si asserisce, di educare le nuove generazioni perché un olocausto non avvenga mai più, siamo di fronte al più misero dei fallimenti! Perché l’olocausto del popolo Italiano continua ogni giorno, inarrestabile da 34 anni. Gli ultimi dati accertati e certificati dall’ISTAT, potenza della nostra burocrazia superiore anche a quella teutonica di Hitler, davano per avvenute, al 31 dicembre 2007, 4.872.307 soppressioni chirurgiche di piccoli Italiani. Da allora ad oggi, con un trend fortunatamente in calo del 2%, ne sono avvenute ancora all’incirca altre 450.000 a cui devono aggiungersi i circa 350\450.000 aborti clandestini, ipotizzabili dal 1978 ad oggi, e che sempre l’ISTAT calcola in circa 10\15.000 ogni anno.
Non siamo lontani dal numero fatidico di 6.000.000.
Quanti Michelangelo, Marconi, Fermi, Rossini, Brunelleschi, Tintoretto, quanti santi ed eroi o semplici potenziali buoni padri e madri di famiglia sono stati buttati in un sacco della spazzatura prima che potessero emettere il primo vagito?
Ma tragicamente questo olocausto non riguarda solo il nostro povero popolo. In tutta l’Europa la mattanza procede al ritmo di 2.800.000 eliminati ogni anno, di cui 1.200.000 (1) nella ricca UE. Una gravidanza su 5 finisce nel sacco dei rifiuti e se il numero degli aborti è fortunatamente in calo la percentuale, sulle gravidanze portate a termine, è in aumento. Stiamo sopprimendo il nostro futuro.
Stiamo cancellando la nostra civiltà. Stiamo surclassando Erode sul piano della crudeltà e dell’efficienza. Bravi, non c’è che dire!
Gli euro burocrati, invece di abbindolarci col fantasma di Hitler dovrebbero mettere un freno a questo genocidio e invece cosa fanno: finanziano la propaganda abortista con 32 milioni di (N)€uro annui.
Di quello che accade fuori dell’Europa non mette conto parlare. Si calcola che “erode” dal fatidico 1945, del cui 27 gennaio si fa ovunque memoria, abbia fatto ad oggi sul pianeta un miliardo e duecento milioni di vittime.
La Germania ha perso la seconda guerra mondiale. I nazisti, credetemi, l’hanno vinta!
Massimo Granata
(1) dati 2008
AVVISO: domenica 29 gennaio alle 18.30 nella chiesa di San Rocco a Voghera sarà recitato il Santo Rosario in riparazione all'offesa arrecata a Dio con il noto spettacolo teatrale rappresentato a Milano