lunedì 16 gennaio 2012
Politica e economia
Ma cosa vogliono queste agenzie di rating?!
Persino un ultra-liberista come Alan Minc si è accorto che qualcosa non funziona nel capitalismo globalizzatore

 

In seguito al recente declassamento della Francia e di altri paesi dell'area UE, ovviamente Italia inclusa, per iniziativa dell'agenzia di rating Standard & Poors' il consigliere economico di Sarkozy Alain Minc ha usato termini inconsueti per un economista liberista il cui credo quasi religioso è sempre stato il mercato finanziario globalizzato nell'accezione più odiosa del termine; uno che fino a pochi anni fa affermava che la globalizzazione è un processo irreversibile, inevitabile addirittura auspicabile e felice. Egli, infatti, ha definito l'iniziativa dell'agenzia americana una perversione frutto del comportamento di persone disturbate. La reazione di Minc è abbastanza comprensibile considerando le sue dichiarazioni rilasciate solo poco tempo fa durante un'intervista concessa nel mese di Agosto a Repubblica nella quale ostentava una certa sicumera riguardo il futuro dell'Eurozona. Minc affermava serafico che la Francia di Sarkozy e la Germania di Angela Merkel, con le loro triple A, avrebbero salvato l'euro dal fallimento ed elargiva anche consigli a noi italiani riguardo al recupero della credibità presso i mercati: liberarsi di Berlusconi e sostituire il suo governo con un governo tecnico. Verrebbe da ridere se la situazione non fosse tragica; al di la della facile ironia sulla spocchia del presidente Sarkozy e sulla grandeur francese ora dovrebbe essere evidente che è giunto il momento delle iniziative drastiche da parte dei governi europei. Dubito molto che tali iniziative saranno prese a breve ma è ormai sempre più palese che il capitalismo liberista globalizzato è il male, il male assoluto. E' moralmente inconcepibile che le economie degli stati di tutto il mondo siano in balia delle agenzie di rating la cui imparzialità farebbe ridere i polli.


Si tratta infatti di strumenti in mano alle lobby finanziarie mondialiste con a capo personaggi ben noti: Standard & Poors', per restare in tema, è controllata dalla famiglia Lovelace per mezzo del fondo Capital World Investors, Moody's da Warren Buffet tramite il suo fondo Berkshire Hathaway; questi fondi speculano abbondantemente sulle valute sulle quali esprimono le loro sentenze senza appello. Ma il signor Minc sbaglia nel definire le loro iniziative perverse perchè non lo sono per niente: questo è semplicemente il capitalismo liberista globalizzato da egli tanto auspicato nei suoi libri pochi anni fa. Gli stati europei ormai sono succubi del potere finanziario mondialista, tutti, Germania compresa. C'è solo un modo per liberarsi da tale giogo: ritorno alla sovranità monetaria nazionale con relativa inflazione controllata, nazionalizzazione delle banche e l'adozione di un moderato protezionismo. Sono proposte scandalose per l'imperante pensiero unico economico ma sono anche le uniche sensate per scongiurare un futuro di povertà sempre più diffusa e di ricchezza sempre più concentrata in poche, anzi pochissime, mani.





Urbano De Siato



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