sabato 12 settembre 2026
Religione
La Fede
Questa sconosciuta

Quando mi capita di discutere con sconosciuti spesso mi sento chiedere se sono un uomo di Chiesa, un uomo di fede. Ora, uomo di Chiesa nel senso che vado a messa la domenica, non sicuramente nel senso di facente parte del corpo ecclesiastico,anche se,ultimamente,l'aspetto del frate un pochino ce l'ho;uomo di fede sicuramente,altrimenti non si capirebbe cosa vado a fare in chiesa.



Ma cosa significa uomo di fede? Cos'è la fede? Molto semplicisticamente ho sempre pensato che fosse il credere nell'esistenza di un Dio creatore che ci ha generati a sua lode e gloria ed alla cui volontà noi dobbiamo indirizzare la nostra vita,nell'attesa di ricongiungerci a Lui nella salvezza eterna.



Almeno così ho sempre pensato che fosse. Ma come capita spesso per altre cose,mi è successo di chiedermi se questa mia convinzione non fosse sbagliata,o limitata,troppo semplicistica,e allora,in un momento di tranquillità esistenziale,sono andato a vedere cosa ne pensavano sull'argomento personaggi senz'altro più qualificati ed addentro alla questione di me.



E come non pensare subito a San Tommaso d'Aquino,il dottore angelico,il teologo per antonomasia;colui che tutti conoscono ma ben pochi hanno letto,ma che tutti consultano come arbitro delle dispute più disparate.



Ecco cosa dice San Tommaso a proposito.”La fede è l'adesione dell'intelletto alla verità divina per comando della volontà,mossa da Dio per mezzo della grazia.” Tutto vero e tutto giusto,per carità,ma per me forse eccessivamente scolastico. Avevo bisogno di qualcosa di più terra terra,qualcosa più legato alla realtà pratica,ed allora ho disturbato un altro punto di riferimento in materia,Sant'Agostino,il quale dice:”La fede è un atto del pensiero che dà l'assenso alla verità divina non in contrasto con la ragione,ma come suo fondamento e completamento.”



Andiamo già meglio ma non siamo ancora cibo per tutti.



Mi è venuto allora in mente San Francesco,il predicatore per eccellenza,un frate che parlava agli umili,dunque con un linguaggio semplice ma efficace alla comprensione anche da parte del popolino di allora,che non era sicuramente istruito.



San Francesco dice che la fede è un affidamento totale e concreto a Dio vissuto attraverso l'imitazione pratica del Vangelo. Bellissima frase,ma in una società come la nostra questa imitazione pratica del Vangelo non è facilmente attuabile,se non da una stretta minoranza di persone.



E ancora:Sant'Ignazio di Loyola dice che la fede non è un insieme astratto di concetti,ma un'esperienza viva e concreta di incontro con Dio che trasforma l'esistenza e spinge all'azione nel mondo:l'essere umano è creato per lodare,servire e riverire Dio,la fede da' senso ad ogni realtà creata,vista come aiuto per raggiungere questo fine.



Fondendo e riassumendo;la fede è un atto di profonda fiducia e adesione interiore a Dio e alla sua rivelazione,anche senza prove materiali e visibili,sapersi affidare a Lui in un incontro vivo che non sia fatto solo di regole astratte ed accettazioni, farsi coinvolgere totalmente e lasciarsi guidare nelle scelte quotidiane che la vita ci pone innanzi.



A questo punto mi sono sentito sollevato:al di là del fatto che mi riesca più o meno bene direi che posso definirmi un uomo di fede,sto nel gruppo,insomma,senza infamia e senza lode;ogni tanto mi viene qualche dubbio,qualcosa non mi è chiaro,ma alla fine,anche di fronte a prove poco piacevoli,resto fermo nelle mie convinzioni.



Ogni tanto, come per i dubbi, mi capita poi di incappare in personaggi che danno forza alle mie certezze. E non parlo solo di Santi,forse spesso così distanti da noi, ma di persone di fede che,nonostante si siano trovati in mezzo a mille tempeste,sono rimaste in piedi grazie alla loro fede,semplice ma forte.



E' il caso di Don Dolindo Ruotolo,nato a Napoli nel 1882 e ordinato sacerdote nel 1905. Di lui San Pio da Pietralcina ai pellegrini che arrivavano da Napoli diceva:”Perchè venite fino a qui? Avete a Napoli un santo,Don Dolindo,andate da lui.” E quando si incontrarono a San Giovanni Rotondo, si abbracciarono subito e Padre Pio gli disse:”Tutto il Paradiso è nell'anima tua,c'è stato sempre e ci sarà per tutta l'eternità.



Eppure,come e più di Padre Pio,Don Dolindo dovette subire una persecuzione da parte di alcuni uomini di Chiesa che arrivò addirittura alla sospensione a divinis. E si fece di più: risultato sano di mente in seguito ad una perizia psichiatrica fu espulso dalla congregazione e sottoposto ad esorcismo. In un alternarsi di riabilitazioni e sospensioni fu definitivamente reintegrato nel 1937:trent'anni di persecuzioni,non limitate alla sua persona ma anche alle sue opere, osteggiate dalla Pontificia commissione biblica e dal Pontificio Istituto biblico e condannate dal Sant'Uffizio.



Una di queste opere, pur piccolissima, mi ha aperto gli occhi su cosa vuol dire effettivamente avere fede, al di là delle più dotte ed autorevoli definizioni che ho citato: è l'Atto di abbandono, un breve scritto: ”Abbandonarsi significa chiudere placidamente gli occhi dell'anima, stornare il pensiero dalla tribolazione e rimettersi a Me affinché io solo operi,dicendo:”pensaci tu”. Chiudete gli occhi e lasciatevi portare dalla corrente della Mia grazia, chiudete gli occhi e non pensate al momento presente, stornando il pensiero dal futuro come da una tentazione,riposate in Me credendo alla Mia bontà,e vi giuro che per il Mio amore che,dicendomi con questa disposizione:”pensaci tu”,Io ci penso in pieno,vi consolo,vi libero,vi conduco.”



Anche in questi tempi di incertezze e di paure per un futuro che permane inquietante,la risposta del cristiano non deve essere un cedimento all?inquietudine ma un'occasione per rinforzare la nostra fede. Messi di fronte a dinamiche che ci lasciano spettatori passivi e inermi la nostra risposta deve essere la preghiera.la frase



Gesù,pensaci tu” unisce una brevità ed una semplicità imbarazzanti ad una monumentale dichiarazione di fede e di speranza nel Signore. Facciamola nostra nelle piccole e nelle grandi cose.



 



Claudio Pretari




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