domenica 9 agosto 2026
Politica e economia
La paura fa 90
E anche molto altro…

A Hermann Goering, Feldmaresciallo del Reich, a Norimberga fu posta la domanda: “Come avete convinto il popolo tedesco ad accettare tutto questo?”. Goering rispose: “E’ stato facile, non ha nulla a che fare con il nazismo, ha a che fare con la natura umana. Lo puoi fare in un regime nazista, socialista, comunista, in una monarchia e anche in una democrazia. L’unica cosa che si deve fare per rendere schiave le persone è impaurirle. Se riuscite a immaginare un modo per impaurire le persone, potete fargli quello che volete”.



La paura la conosciamo tutti fin da bambini, paura del buio, paura dell’acqua, dei ragni, dei cani, di un esame, è una percezione innescata da una determinata situazione che ci troviamo a fronteggiare e spesso non basta razionalizzare per sconfiggerla; il coraggio che ci infondiamo a seguito di un ragionamento logico ci basta spesso per dominarla ma la paura irrazionale rimane nel profondo, pronta a riaffiorare al primo vuoto d’aria o al primo rumore sospetto in giardino. Possiamo aver studiato anche tutta l’estate ma entrando all’orale della maturità le ginocchia tremano comunque. Vorrei sottolineare che non esiste il concetto di paura percepita che alcune forze politiche pro immigrazione tentano di sdoganare offendendo la nostra intelligenza, la paura è di per sé una percezione pertanto in assenza di percezione non esiste la paura stessa.



Abbiamo sperimentato durante i tristi anni del covid l’effetto della paura instillata dai media e dalle autorità nel nostro corpo sociale che ci hanno portato ad accettare aberrazioni normative come il lockdown dopo le 22 per non parlare del cosiddetto green pass, provvedimenti peraltro a scarso o nullo valore sanitario. Abbiamo visto come la minaccia di perdere il lavoro abbia convinto milioni di persone a farsi inoculare un siero del quale si fidavano poco o niente e che avrebbero volentieri evitato di assumere.



Vorrei ricordare come biechi personaggi di caratura mondiale ci abbiano minacciato che la prossima pandemia sarebbe stata 10 volte più letale del covid e qualcuno l’aveva anche prevista nel 2025 (questa ce la siamo evitata). Vorrei ricordare come Ursula Von der Leyen nel Febbraio 2021 ci avvisava “L’Europa si prepari all’era delle pandemie”, ancora: Mondosanità giugno 2026: “La prossima pandemia non aspetterà”. Per fare affermazioni del genere o hai la palla di cristallo e sei mago, o sei tu stesso che scatenerai una pandemia, oppure molto più semplicemente vuoi tenere affilato il coltello della paura.



Giunti a questo punto le situazioni emergenziali specifiche perdono per quanto possibile di importanza perché l’importante e mantenere viva la paura per sfruttarla promulgando delle leggi speciali e liberticide che come sempre vanno a colpire le persone oneste e non i malfattori (vedasi il recente decreto su detenzione e porto di coltelli). Già lo spauracchio del possibile allargamento dei conflitti in corso costituisce un valido piedistallo per spaventare (e derubare che non fa mai male) il corpo sociale.



L’emergenza però a mio personale giudizio al momento è la delinquenza diffusa nelle strade, percezione molto più concreta e immediata. Gente che viene accoltellata 20 volte senza la minima motivazione, bande di minorenni nordafricani che dettano legge forti del loro numero e dell’impunità dovuta prima di tutto alle leggi in vigore e poi all’inefficacia della magistratura e delle forze dell’ordine queste ultime anch’esse minacciate al punto di rendere impossibile lo svolgimento dei loro compiti istituzionali.



La prossima pandemia sarà probabilmente la paura di uscire di sera e anche di giorno temendo di prendersi una coltellata nella pancia o anche semplicemente un pugno nei denti dal primo cosiddetto pazzo che incontriamo per strada. L’eco mediatico riservato a questo genere di fatti di cronaca che prima venivano taciuti non fa altro che confermare la volontà del loro sfruttamento per alimentare la paura nella popolazione, ovviamente inerme, e che viene duramente sanzionata nel caso riesca in qualche modo a difendersi, complici i soliti buonisti garantisti col telefonino in mano.



Per ogni categoria di persone c’è la paura confezionata su misura: per chi la guerra, per chi la pandemia, per chi la delinquenza.



Fabio Dalla Vedova




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