martedì 2 giugno 2026
Esteri
Due pesi e due misure
Due episodi del conflitto tra Russia e Ucraina dimostrano la totale mancanza di obbiettività dei media e di quasi tutti i leaders della UE.

Con questo articolo non voglio entrare nel merito dei motivi che hanno originato il conflitto russo-ucraino e neppure analizzare i torti e delle ragioni delle parti in lotta, ma sottolineare la faziosità dei media e delle classi dirigenti europee, ivi compresa quella italiana, nell’affrontare il problema di questa guerra e quindi la loro totale inaffidabilità.



Il 22 maggio il dormitorio per studenti della cittadina di Starobelsk nella provincia di Lugansk, già facente parte dell’Ucraina ed oggi annessa dalla Russia, è stato colpito da numerosi droni ucraini. Per la precisione tre diverse ondate di UAV hanno centrato l’edificio provocandone il crollo. Decine di giovanissime studentesse sono rimaste sotto le macerie e persino durante le operazioni di soccorso alcuni droni ucraini hanno cercato di colpire ancora l’edificio. Alla fine di questo episodio si sono contate ventuno vittime, tutte tra i sedici ed i vent’anni ed oltre quaranta feriti, alcuni dei quali sono ancora oggi in ospedale in gravi condizioni. Vi sono pochi dubbi sull’intenzionalità dell’attacco ad un obbiettivo civile; come infatti hanno constatato i pochi giornalisti occidentali che hanno accettato l’invito a visitare il luogo della tragedia, intorno e dentro al collegio studentesco non vi sono strutture militari ed inoltre le ben tre ondate di droni lanciati dimostrano la volontà di causare più vittime possibili. In poche parole si è trattato di un vero e proprio crimine di guerra non sappiamo se voluto dallo stesso governo ucraino o frutto di una folle iniziativa di qualche comandante locale. Quello che è gravissimo è che i media europei hanno, di fatto, ignorato l’episodio, al punto che importanti network come la CNN e la Bbc hanno rifiutato l’invito del governo russo a visitare il luogo della tragedia. Anche i giornalisti che hanno invece accettato questo invito (come l’inviato Giovanni Pigni de la Stampa) non hanno voluto (o potuto) informare i lettori su quanto hanno constatato in loco. I leaders europei dal loro canto non hanno espresso una sola parola di solidarietà, o quanto meno di umana pietà, per le vittime di questa tragedia, arrivando in alcuni casi a parlare di “fake russa” anche di fronte alle foto ed ai filmati delle giovanissime vittime, filmati come quello che potete vedere un questo breve video: https://www.facebook.com/reel/1012179887875857 .



Solo incidentalmente faccio presente che parti dei droni che hanno colpito il dormitorio sono fabbricate in Italia il che ci porta ad essere tra i primi della lista di quelli che, se la situazione continuasse a deteriorarsi, potrebbero ricevere visite inattese e poco gradite.



Otto giorni dopo all’episodio di Starobelsk, un drone ha colpito un palazzo di Galati, una città rumena posta vicino al confine con l’Ucraina, ferendo due persone. Immediati i titoli in prima pagine di tutti i giornali del tenore: “la Russia attacca l’Europa” e le dichiarazioni bellicose del tipo “difenderemo ogni centimetro del suolo degli Stati membri della Nato e della UE”. Questo quando, ancora oggi, non sono stati forniti dati precisi sul tipo di drone che è “atterrato” sulla palazzina di Galati. A calmare le acque non è valso neppure l’intervento del Presidente rumeno, un liberale europeista certo non amico del Cremlino, che ha riconosciuto come il drone sia arrivato in Romania perché deviato dalla sua traettoria dalle contromisure elettroniche ucraine ammettendo quindi la non intenzionalità dell’attacco (e questo sempre ammesso che il drone sia realmente russo).



La faziosità dei media e dei leaders europei (con pochissime eccezioni) è quindi talmente evidente da non richiedere commenti o sottolineature, ma solo l’invito a non credere più a nulla di quello che sentiamo o leggiamo sulla guerra russo-ucraina (e non solo) senza le opportune verifiche.



Infine un auspicio, spero che qualcuno rinsavisca e comincia frenare questa deriva bellica perché a settantadue anni non ho nessuna voglia di vedere il mio Paese e l’Europa intera avvampare in un incendio che si sarebbe potuto benissimo evitare semplicemente non dando ascolto alle voci di quei potenti (quelli veri, non i politici europei) che vogliono un immane distruzione per ricostruire un mondo totalmente a loro misura. Urgono Pompieri!



Mario Villani




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