domenica 1 marzo 2026
Cultura e società
Due grandi figure scomparse recentemente
e che meritano di essere ricordate

Nello scarno panorama dei nostri tempi sono poche le figure di uomini donne capaci di ricordarci come, al di là dei tempi e dei luoghi, sia lo spirito il vero motore dell’agire umano e quindi del nostro destino. Due le abbiamo viste lasciare questa terra recentemente mi sembra doveroso un loro ricordo.



Uno di questi, il professor Antonino Zichichi, ci ha appena lasciato il 9 febbraio nella colpevole indifferenza dei mass media con la sobrietà e lo stile che hanno contraddistinto tutta la sua vita.



Una vita dedicata incessantemente allo studio e alla ricerca in campo fisico e nucleare, in particolare quello delle particelle elementari, prima dei protoni e neutroni poi de quark e dei leptoni .



Presidente dell’istituto nazionale di fisica nucleare ha portato la ricerca italiana in tutto il mondo, collaborando con il Cern di Ginevra e appoggiando la creazione dei laboratori nazionale del Gran Sasso. Il suo rigore di scienziato lo rese famoso e autorevole, la sua grande fede gli permise di scoprire la mano del Creatore nella meraviglia dell’universo , tanto quello immenso delle infinite galassie quanto in quello subatomico a lui più vicino e congeniale. Da vero credente Zichichi vide sempre la scienza, cioè lo studio dell’immanente , come veicolo verso la comprensione del trascendente, sentì altresì il bisogno di esplicitare questo concetto scrivendo un libro intitolato “ Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo”.



Il professore fu sempre una mente, un uomo veramente libero, quindi onesto e veritiero, per cui spesso si scontrò con il “pensiero unico” che anche in campo scientifico impera e pretende di omologare tutto e tutti.



Da scienziato e da cristiano criticò sia la teoria Darwiniana ritenendola priva di sufficienti prove scientifiche sia un certo creazionismo che respinge totalmente l’apporto della scienza. Possiamo affermare che Zichichi sia stato veramente una stella nell’universo della fisica e della scienza in generale, non vogliamo ricordare tutte le onorificenze e gli incarichi da lui ricevuti anche perché il professore era uomo umile e riservato lontano dal clamore delle telecamere o dei salotti televisivi, dove invece imperversano i vari Burioni e Bassetti, uomini e medici mediocri che si spacciano per scienziati. Negli ultimi tempi Zichichi contestò pure la bufale secondo cui il cambiamento climatico sarebbe imputabile all’attività umana, avrebbe cioè una causa antropica, ricordandoci come l’uomo sia responsabile solo per un 5% mentre il restante 95% sia dovuto all’attività solare, pensiero peraltro condiviso da centinaia di studiosi tra i quali due premi Nobel per la fisica.Zichichi fu per questo quasi sbeffeggiato dalla “scienza ufficiale”venne oltraggiato, qualcuno parlò di demenza senile trattandolo come un ciarlatano qualsiasi . Potremmo dire che anche questo è un segno dei tempi ed è vero, ma sono tempi bui in cui il sole della verità spesso è coperto dalle nuvole dell’iniquità, gli uomini come Zichichi hanno avuto il coraggio di dissolvere queste nuvole.



La seconda figura che voglio onorare è quella di Brigitte Bardot. Molti la ricorderanno solo come attrice e come una delle più belle donne del mondo ma la Bardot fu qualcosa di più.



Francese fino al midollo, patriota dichiarata, contraria all’islamizzazione del suo Paese Brigitte Bardot non smise mai di rivendicare le proprie radici. Nel 2023, come riportato da Tribune Chrétienne, parlò con sorprendente franchezza del Natale, definendolo “la più sacra delle feste cristiane, la nascita di Gesù Cristo, la nascita di una religione, la nascita del cattolicesimo”. Allo stesso tempo, denunciò “gli eccessi del lusso e l’ostentazione sfacciata del commercio” che, a suo dire, avevano svuotato la festa del suo significato più profondo. Con semplicità, concluse: “Celebrerò il Natale con la mia famiglia e i miei animali”.



Il suo cattolicesimo non fu mai ideologico, ma affettivo. Parlava della Vergine Maria come di una presenza concreta e protettiva: “Mi ha protetta molto nella mia vita; altrimenti, non sarei più qui”. Confessava un legame speciale con san Francesco d’Assisi, che considerava la sua “guida, il suo faro e il suo coraggio”. Scrisse anche a papa Francesco per congratularsi proprio della scelta del nome, ma l’amore per il pontefice argentino non sbocciò mai. Anzi, con fastidiosa durezza, arrivò a dire in un'intervista: “Non lo posso vedere. Fa molto male alla Chiesa. Io adoravo Giovanni Paolo II, mi ricordo del nostro bell’incontro, unico, molto caloroso, lui non era affatto un politico. Non incontrerò mai l’attuale Papa”. Della Bardot non si può non ricordare anche il suo immenso amore per gli animali e le sue battaglie in loro difesa, segno inequivocabile di un animo sensibile. Insomma un bella figura dentro e fuori.



Fabio Pretari



 




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