Mi ero ripromesso di non cacciarmi più in litigiose discussioni sui social,sia perché non ha molto senso disputare con persone che si conoscono poco o non si conoscono affatto,sia perché generalmente non portano da nessuna parte:ognuno rimane della propria idea e spesso degenerano e raggiungono livori da assemblee di condominio.
Ma,ogni tanto,capita di non riuscire a resistere e ci si ricaccia in questi eterei battibecchi:nello specifico,questa volta,non sono riuscito a trattenere un mio commento sugli effetti collaterali a distanza dei vaccini,e il mio interlocutore ed io abbiamo dato vita ad un vivace botta e risposta da manualetto pedagogico ottocentesco. Contro le mie aspettative la persona si è dimostrata educata ed aperta a sentire la mia versione dei fatti ed alla fine mi ha ringraziato per averlo aiutato a dissipare alcuni dubbi che aveva sull'argomento.
Mi ha fatto piacere,soprattutto,constatare che ci sono persone comuni che non hanno dimenticato quello che è successo durante la pandemia e che non vogliono mettere una pietra sopra a quanto abbiamo dovuto subire in termini sanitari e sociali senza prima averne compreso bene le ragioni.
Sembra,invece,vogliano mettere nel dimenticatoio quanto successo in quegli anni i principali protagonisti di queste vicende:intervistato in merito alle disposizioni terapeutiche governative di allora,l'ex vice ministro della salute Sileri dichiara,balbettando,di non ricordare;non ricorda? Hanno bloccato le cure domiciliari tempestive con una disposizione insensata,causando la morte di un numero indescrivibile di persone e lui non ricorda? Sullo stesso argomento Bassetti,in diretta televisiva,specifica che si trattava solo di un consiglio,non era un obbligo, e quando il giornalista gli fa notare che era una disposizione ministeriale rimane inebetito e ammutolito. Crisanti, poi, ammette che all'epoca, erano state diffuse notizie errate su ammalati,ricoveri e morti: non erano i non vaccinati ad affollare le terapie intensive, bensì i vaccinati e i fragili. Nonostante,però,il castello di carta stia crollando,e nonostante le promesse del Governo, sembra che la strada che si sta seguendo sia di buttare tutto nel dimenticatoio: scurdammoce o passato.
In effetti,una volta raggiunto l'obiettivo preciso di essere riusciti ad inoculare la maggior parte della popolazione italiana anche il furore vaccinale parve calmarsi, anche grazie alla messa a punto di una terapia specifica contro il virus, esattamente la stessa da mesi messa in atto dai medici delle terapie domiciliari precoci, esattamente la stessa da sempre utilizzata nelle polmoniti virali, con aggiunta di eparina quando si fossero manifestati sintomi tromboembolici, come si verificò nello specifico,soprattutto a carico del distretto polmonare.
Gia' dal 2023, infatti,tale terapia era stata inserita nei manuali di terapia e clinica medica, a conferma della lungimiranza di tanti operatori del settore.
E così, tolto l'obbligo vaccinale, negli anni successivi rimase solo lo stupore per il fatto che calava sempre più la percentuale di popolazione che correva a vaccinarsi,soprattutto tra il personale sanitario,medici e infermieri in testa.
Poi, poco alla volta, si cominciò a parlare sempre meno della cosa,le campagne per le solite vaccinazioni antinfluenzali furono sempre meno insistenti e l'attenzione mediatica fu orientata verso altri argomenti più di attualità.
Ritornare oggi a parlare di quello che è successo in quegli anni sembra quasi fastidioso, meglio dimenticare; ma proprio questo atteggiamento dimostra che dentro di noi qualcosa è rimasto,quegli anni ci hanno in qualche modo segnati,chi più chi meno.
Qualcuno,non pochi,per la verità,le ferite le porta anche fuori:tenendo sempre vive nella memoria le vittime di quegli anni,non dobbiamo scordarci del numero rilevante di persone colpite da tutta una serie di improvvise patologie a cui la medicina ufficiale sembra non riuscire a dare una spiegazione,o non vuole dare una spiegazione o non può,per ordini superiori,dare una spiegazione.
Le modalità con cui il virus si è manifestato,la condotta irrazionale messa in atto dal governo per affrontare la situazione e la velocità con cui si vorrebbe chiudere il discorso fanno venire il dubbio di essere stati vittime di un gigantesco esperimento di cui siamo stati le cavie.
Ma per non essere tacciato di complottismo,ma ben di supercomplottismo, aggiungerò che in quegli anni abbiamo assistito anche ad un gigantesco esperimento di carattere sociale,di psicologia delle masse,quella branca della psicologia che ti spiega,per esempio,come si riesce a convincere un popolo della sua superiorità e del suo destino nella Storia e provocare disastri a catena.
Qui hanno studiato come può reagire una popolazione ad uno stimolo forte e preciso:la paura.In particolare hanno studiato a cosa sia disposta a rinunciare e cosa sia disposta a fare la gente quando la convinci di essere in pericolo di vita;in parole povere:quanto potere acquista un Regime che riesce a far credere ai cittadini di avere in mano le chiavi della loro sopravvivenza?
A grandi linee si è evidenziato che la stragrande maggioranza della popolazione,aldilà di dubbi e sospetti,ha dimostrato cieca e incondizionata obbedienza ai diktat di Regime,anche nei provvedimenti più assurdi. Ma all'incirca un dieci per cento ha invece manifestato da subito una opposizione decisa e crescente a tutto ciò che rappresentava un limite alla libertà personale senza essere sostenuto da motivi logici e scientifici. Una parte di questa dissidenza si è anche organizzata in associazioni allo scopo di cercare di vedere tutto con uno sguardo libero da preconcetti e direttive. Bollate subito come No Vax.termine dispregiativo con cui si marchieranno tutti coloro che non aderiranno alla vulgata, queste persone hanno invece dato prova di coraggio e di perseveranza nel difendere le proprie posizioni,alcuni pagando pesantemente dal punto di vista economico le proprie scelte.
E' anche grazie a loro che si è rotto il muro del silenzio su tanti fatti ed argomenti e si è riusciti a portare alla luce scomode verità che venivano sapientemente taciute dai media di regime.
A loro un grosso grazie per quello che hanno fatto,ma a questo punto mi sorge una domanda:che fine hanno fatto? E si,perché sembra che, una volta spento l'incendio,tutto sia tornato come prima,tutto dimenticato,compresi gli incendiari.
Ed ecco che si assiste anche allo spegnimento di un associazionismo che,secondo me,varrebbe la pena tenere vivo anche in prospettiva futura,non solo emergenziale,ma di monitoraggio politico e sociale.
Chi comanda ha visto che imposizioni troppo dure,anche in situazioni di rischio,generano reazione da parte di una fetta non indifferente di società:reazione intelligente,organizzata e motivata. Meglio governare con metodi meno bruschi,fare in modo di operare secondo l'interesse dei cittadini,con quel fare paterno rassicurante:”Non spaventatevi se i Russi ci vogliono invadere;noi siamo bravi,ci siamo già fatti prestare i soldini per comprare le armi. Ma tranquilli,non andiamo direttamente noi,in guerra,la facciamo fare agli altri. E non preoccupatevi se quei cattivi non ci danno più il gas,noi siamo riusciti a farcelo dare dagli Stati Uniti; è vero che lo paghiamo cinque volte tanto, ma qualche sacrificio dobbiamo ben farlo, per la sicurezza e la libertà.” il modo è questo: paterno,come un padre parlerebbe ad un bambino ritardato,ma la gente ci crede.
E' per questo che non vorrei si spegnesse quello che di positivo ha preso vita in quegli anni particolari: l'unione è sempre sinonimo di libertà.
La Redazione.
Nella foto: coda davanti ad un hub vaccinale
RICORDIAMO LA MAIL DEL SITO: noidiappunti@libero.it