martedì 25 giugno 2024
Politica e economia
Elezioni europee e dintorni…
Brevi noto a margine della recente consultazione elettorale

Oramai non se ne parla già più, ma l’8 ed il 9 giugno in quasi tutta Europa si è votato per eleggere i membri del cosiddetto “Parlamento Europeo”. Non commenterò in questa sede i risultati sui quali già fin troppo si è discusso, disquisito e litigato. Vorrei invece spendere alcune parole su un fenomeno che si fa sempre più evidente, almeno nel nostro Paese



Faccio una breve premessa.



Da qualche anno, diciamo a partire dall’esplosione della pseudo pandemia denominata Sars – Covid 2, è cresciuta in Italia un’area culturale politica che Prezzolini avrebbe definito di “apoti” cioè di coloro che non se la bevono. Si tratta di persone che hanno messo in discussione la narrativa ufficiale sul virus, contestando sia le normative del lock-down che l’obbligatorietà del cosiddetto vaccino. Non solo, partendo dalla constatazione delll’inganno pandemico hanno messo in discussione anche altre “verità ufficiali”, dal ruolo di cattivo assegnato alla Russia alla narrativa cosiddetta green, a quella -collegata- del “cambiamento climatico” Si tratta di un mondo numericamente significativo (oltre un terzo degli Italiani non hanno completato il ciclo vaccinale), ma estremamente eterogeneo dal punto di vista ideologico e culturale e dove non mancano componenti bizzarre e talvolta ai limiti della follia. Soprattutto si tratta di un mondo privo di una qualsiasi classe dirigente che ne possa dirigere ed orientale l’azione. Malgrado questo si tratta di una realtà che al Potere, quello vero, ha dato fastidio e quindi è subito partita l’attività di demolizione con l’uso di termini dispregiativi quali “terrapiattisti”, “negazionisti” anche sfruttando le esagerazioni ed i teoremi meno seri espressi da esponenti di questa composita realtà.



Soprattutto però si è voluto impedire che questo mondo avesse una rappresentanza politica a livello istituzionale, perché questo avrebbe permesso a questi “sgradevoli” personaggi di avere una tribuna da cui farsi ascoltare e avrebbe favorito la nascita di una classe dirigente. Ovviamente la prima tecnica impiegata è stata quella del “dividi et impera” e quindi si è favorita, anche con l’aiuto di collaborazionisti interni la spaccatura in tanti movimenti, basti pensare che alle elezioni politiche di settembre 2023. le liste che si richiamavano a queste posizioni “politically incorrect” furono ben 5. Ma, a mio avviso, il vero colpo di genio è stato quello di dare il massimo risalto agli appelli contro il voto. “Non andiamo a votare e cosi delegittimeremo le istituzioni” ha cominciato a scrivere qualcuno e subito l’appello è stato diffuso da chi aveva interesse che le persone non politically correct evitassero di esprimersi a livello elettorale. In molti ci sono cascati, anche personaggi di rilievo del mondo no vax, no guerra in Ucraina, no lock down ecc...Il risultato, purtroppo prevedibile: nessuna istituzione è stata delegittimata, alle elezioni politiche del 2023 le liste alternative non sono arrivate al quorum per eleggere anche un solo parlamentare, a quelle europee stesso risultato ed in più apparente successo del PD e di personaggi come Ilaria Salis…



Qualcuno tra gli astensionisti, della cui buona fede non mi permetto di dubitare, canta lo stesso vittoria: “siamo il primo partito”. No mi dispiace voi non siete nessuno. Cerchiamo di capirlo, le elezioni non serviranno un granchè, ma lasciare quest’arma solo nelle mani dei partiti che hanno un forte apparato clientelare e quindi una base elettorale certa è una strategia perdente anzi suicida. Lo dice anche la saggezza popolare: “gli assenti hanno sempre torto”. Prendiamone atto alla svelta perché con l’aria che si respira, non quante volte avremo ancora la possibilità di esprimere liberamente la nostra opinione in una cabina elettorale…



Mario Villani



 




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