sabato 11 maggio 2024
Esteri
La guerra lampo dei “fratelli” Ma…cron
L’agitazione bellicista di tanti “oligarchi” europoidi della ditta fallimentare NATO\UE mi hanno fatto ricordare l’esilarante scena farsesca della danza in cui si inneggia alla guerra nel celebre e divertentissimo film “La guerra lampo dei fratelli Marx”. Quella però era una divertentissima farsa mentre quella che si presenta ora può tramutarsi in una sanguinosa tragedia. Per fare la guerra bisogna averne i mezzi e gli uomini per combatterla e noi non ne abbiamo.

Nelle ultime settimane l’agitazione bellicista del Presidente francese Macron e di altri “leader” della Nato e della Ue mi hanno fatto tornare alla mente la scena scatenata del film “La guerra lampo dei fratelli Marx” in cui, trascinato da Betto Chico, Groucho e Harpo Marx il popolo di Fredonia, cantando: “The War, The War” inneggia all’inizio di una guerra. Tragicamente quella che nel film è una divertentissima farsa, nella nostra attualità potrebbe trasformarsi in una sanguinosa tragedia.



L’idea di mandare truppe della NATO a combattere in prima linea in Ucraina cozza con la constatazione che i trentacinque anni dalla scomparsa del nemico sovietico hanno fatto si che le nostre capacità belliche convenzionali siano scemate totalmente. Le nostre forze armate in questo periodo sono state riconvertite in strumenti da impiegare contro formazioni guerrigliere armate alla leggera prive di mezzi corazzati e artiglieria pesante, prive di aviazione e con mezzi di difesa anti aerea modesti quando non inesistenti. Di conseguenza si è persa la capacità industriale di alimentare una guerra convenzionale ad alta intensità di combattimento. Non che già trenta anni fa le cose fossero molto migliori ma perlomeno c’era la consapevolezza che se la guerra fosse iniziata la capacità di alimentare il volume di fuoco necessario per contenere l’avanzata dell’armata rossa sarebbe durata pochi giorni dopo di che sarebbe stato necessario l’intervento americano con l’impiego dei B52 o al limite il passaggio al conflitto nucleare tattico. Comunque allora gli arsenali erano pieni e avevamo, nel complesso della NATO, una industria bellica con capacita di rifornirli. Oggi gli arsenali sono vuoti, quello che c’era è stato mandato in Ucraina e comunque non basta. Non abbiamo nemmeno più la capacità di produrre la quantità di munizionamento di artiglieria che abbiamo promesso a Kiev. Non parliamo della quantità delle nostre forze corazzate, la qualità non è differente da quelle russe, come si è dimostrato sul campo sul fronte del Donbass. Oggi le forze corazzate dei paesi NATO, USA e Polonia escluse, variano da 100 ai 300 carri. Ma gli USA tengono il 70% dei loro 6000 carri in patria e i Polacchi, dopo aver fornito un migliaio di T72 ex sovietici o prodotti dall’industria nazionale, all’Ucraina, per ricostituire le loro forze corazzate devono aspettare qualche anno perché arrivino i 1000 Black Panther ordinati in Corea del sud. Sempre che arrivino visto che la Corea del nord incombe. L’esercito russo per parte sua schiera, o mantiene in riserva, circa 14000 carri e l’industria militare di Mosca produce in sei mesi tanti carri quanti ne producono le industrie militari NATO in 5 anni. L’artiglieria è stata quasi completamente negletta, tanto non serviva per sparare a quattro straccioni armati di ak47,. Per dare un esempio il tanto propagandato autocannone Cesar francese viene costruito ad un ritmo di 18 pezzi all’anno e pare che nel giro di due anni si possa arrivare a raddoppiare il rateo di produzione. Ma quello che più è deficitario nelle nostre forze armate è il fattore umano. Il servizio militare di leva è stato progressivamente abolito o sospeso in tutte le nazioni della UE. Questo fa si che le nostre forze armate siano composte da poche decine di migliaia di uomini. Professionisti che però non hanno in questi anni acquisito alcuna esperienza di guerra convenzionale ad alta intensità, nemmeno sotto forma di esercitazione. Quanto poi al personale richiamabile, soltanto dei quarantenni hanno avuto una esperienza militare quanto meno per quanto riguarda la disciplina e l’azione di squadra.



Questi soldati si troverebbero ad affrontare avversari temprati da 2 anni, quando non 10 per le milizie del Donbass e una vita per i Ceceni di Kadirov, di guerra ad altissima intensità, abituati al fango delle trincee al martellamento dell’artiglieria e a vedere i compagni di reparto cadere uccisi o mutilati gravemente, quanti dei nostri ragazzini tutti telefonino e discoteca reggerebbero a questi stress…



Speriamo che tutto l’agitarsi di queste oligarchie transnazionali sia solo una farsa per il pubblico come nella “Guerra lampo dei fratelli Marx.





 



Scipione Emiliano




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