domenica 28 aprile 2024
Politica e economia
25 aprile
per ricordarci che siamo liberi

Anche quest'anno si sono svolte le immancabili celebrazioni del 25 aprile,la festa della liberazione. La manifestazione si svolge da quasi ottant'anni,qualcosa più del Festival di Sanremo,ma,al contrario di questo, che sembra reggere l'età,qui assistiamo ormai da anni ad un notevole calo di partecipanti. Indubbiamente gioca un ruolo importante il fattore anagrafico,in quanto i protagonisti diretti si avvicinano ormai ai cent'anni,ma non si può negare che sia proprio calato l'interesse,soprattutto tra i giovani,nei confronti di un qualcosa che,nonostante la retorica che l'ha sempre sostenuto,non incarna più il moderno sentire della gente. Badate bene,la mia è solo una constatazione,non vuole essere assolutamente un giudizio sui contenuti.



Da parte mia devo confessare di non aver mai partecipato,un po' per motivi personali,un po' per non dovermi trovare accanto a persone a me sgradite,soprattutto negli ultimi anni,quando per rimpinguare le ormai esili schiere sono state cooptate di volta in volta associazioni e movimenti che poco o nulla hanno a che vedere col tema celebrato.



Tuttavia, ora che i giovani bollori si sono sopiti,mi sono chiesto se non ci sia un motivo,anche piccolo,per cui mi sarei dovuto sentire in dovere di partecipare;a ben vedere qualcosa ho trovato.



In primo luogo il 25 aprile ha visto la fine di una guerra sanguinosissima che ha causato decine di milioni di morti;noi non possiamo aver coscienza di cosa significhi una guerra,ma a sentire i racconti di chi l'ha provata sulla pelle mi è sempre sembrato che non annoverassero quegli anni fra i ricordi più belli.



Dunque il 25 aprile è servito a farci capire che di guerre non bisogna scatenarne più,basta,finito,la pace sempre. Ecco,se nella gente comune il discorso ha attecchito,mi sembra che non l'abbiano recepito e messo in pratica,invece,proprio quei nostri uomini politici che,allo stato attuale,ci stanno conducendo verso disastrose avventure belliche che avrebbero conseguenze ben più ampie e dannose dell'ultimo conflitto mondiale:qui si rischierebbe di arrivare all'ultimo conflitto della Storia umana.



Va bene,allora:il primo insegnamento mi sembra sia stato ampiamente dimenticato,ma il 25 aprile non si esaurisce qui,vediamone un altro aspetto.



Quella data avrebbe infatti suggellato la liberazione dell'Italia da una delle più feroci dittatura che si ricordi,il Male assoluto,a detta di alcuni sacerdoti della kultura e della politika di sinistra. Vent'anni di tirannia,di stenti e di patimenti,culminati con la decisione di entrare in guerra.



Premesso che siamo entrati,prima che nella seconda guerra mondiale, nella prima,senza che nessuno pensasse di criminalizzare il Re d'Italia,non è qui il luogo per fare un'analisi di quello che fu il ventennio fascista,discorso troppo lungo e che richiede una serenità ed obiettività culturali che al momento non vedo neanche all'orizzonte;se ne occuperanno gli storici del futuro,sempre che l'argomento continui ad interessare.



Posso dire,però,che effettivamente se l'Italia avesse vinto la guerra il nostro futuro non sarebbe stato dei più rosei,e mi spiego. Il fascismo fu e restò sempre un'ideologia,un'ideologia che trovò proprio nel suo creatore un limite alla sua realizzazione sociale,sempre seconda al Mussolinismo. Vinta la guerra,morto anche in età avanzata Mussolini(io ne dubito a giudicare dai personaggi che lo circondavano),non avrebbe più avuto freni al suo sviluppo più estremo,con scenari da romanzo distopico:un Potere assoluto,senza limiti ma soprattutto anonimo che avrebbe regolato la vita del cittadino sotto ogni aspetto,l'instaurazione del più completo controllo sociale.



Per darvi un'idea di che mondo si sarebbe potuto creare voglio fare riferimento agli anni appena trascorsi,gli anni della pandemia. Provate ad immaginare cosa sarebbe successo se al posto della nostra bella democrazia avessimo avuto un regime totalitario.



Punto primo: proclama nazionale a tutti gli Italiani:” Il virus è veicolato dalle persone,dunque se le persone non circolano il virus non può diffondersi.” A questo punto ci avrebbero costretti a stare in casa,limitando i nostri spostamenti esclusivamente per ragioni alimentari,lavorative o sanitarie. E anche se di notte le persone normalmente non lavorano e non fanno la spesa,è vietato uscire di casa,coprifuoco totale dalle 23 alle 6,tutti i giorni,tranne che per panettieri e personale sanitario. Alle 6 in punto il virus,accortosi della totale assenza di probabili vittime e vinto dalla stanchezza,si ritirerebbe nei suoi nascondigli,arrendendosi alla tenacia del Regime.



“Spezzeremo le reni al virus. E anche a chi esce di casa negli orari e nei modi non consentiti” Lo slogan sarebbe stato prontamente dipinto sui muri di tutta Italia,un po' come il “Vincere! E vinceremo!” degli anni belli.



Punto secondo Un totalitarismo che si rispetti,che non si è fatto mettere in ginocchio in passato dallo strapotere di soverchianti forze nemiche non si piegherà certamente di fronte ad esserini invisibili. Il virus è una sfida che si vincerà approntando in tempi rapidissimi,quasi fosse già stato pronto,un vaccino che esprima la stessa potenza e determinazione del popolo italiano. Poco importa che funzioni o meno,in ogni Regime che si rispetti la verità non è mai quella che vediamo ma quella che vuole chi sta al potere. Chi non si vorrà vaccinare verrà ricercato casa per casa,stanato come la peggior bestia feroce,punito con ulteriori restrizioni della sua libertà,indipendentemente da sesso,età,razza e posizione sociale. Beh,posizione sociale no,in ogni Stato totalitario c'è sempre una indegna schiera di potenti e di servi che sono al di sopra della legge;questi personaggi sono,non de iure ma de facto,esentati dall'inoculo.



Punto terzo Nel caso qualcosa andasse storto la colpa verrebbe fatta cadere su pochi personaggi secondari,i veri farabutti godrebbero della più assoluta impunità e sarebbero liberi di continuare a far danni in futuro.



Anche a seguito di danni collaterali gravissimi causati dalla messa in atto di un piano sanitario criminale tutto sarebbe immediatamente minimizzato e tacitato dalla straordinaria efficacia dei mezzi di comunicazione di Regime,peraltro gli unici mezzi di comunicazione in assoluto. L'attenzione del cittadino sarebbe prontamente dirottata su altri argomenti,possibilmente scenari di nuove calamità in arrivo. Al resto penserà la memoria ormai da criceto del cittadino medio:les jeux sont faits,rien ne va plus.



Ops...adesso che ci penso mi sembra che lo scenario descritto si sia verificato davvero,ma non sto parlando del ventennio,questo mi sembra di averlo davvero vissuto in prima persona. Mi sembra di aver visto medici radiati o sospesi per le loro dichiarazioni su argomenti intoccabili,quasi avessero messo in dubbio il Manifesto della Razza. Oppure vogliamo parlare del fior fiore dei nostri intellettuali,fino al giorno prima ospiti richiesti ed acclamati su tutti i media,di colpo derisi e messi alla gogna per le loro divergenze sull'operato del governo?



Va bene,chiudo,perché a cavalcare questi pensieri sovversivi corro il rischio di pensare che gli effetti di quella liberazione non siano durati così a lungo,ma in un Paese che sta cedendo completamente la sua sovranità,pezzo dopo pezzo,ad organismi anonimi e privati sovranazionali,è triste pensare che nessuno,la “mattina”,quando si “sveglia”,sembra rendersi conto che un nuovo “invasore”ce l'abbiamo da tempo in casa.



 



Claudio Pretari




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