mercoledì 27 marzo 2024
Cultura e società
L’esempio del signor Secondo
Ovvero perché non dobbiamo tollerare le ingiustizie

Giovedì 21 marzo, primo giorno di primavera, se ne è andato il padre della mia collega di studio, il signor Secondo Cagnoni. Se ne è andato in circostanze che hanno ancora una volta evidenziato le inefficienze e le distorsioni del nostro sistema sanitario, ma non è di questo che voglio oggi raccontare. Mi preme invece mettere in evidenza e commentare un aspetto del carattere del signor Secondo. Odiava le ingiustizie, in particolare quelle commesse dalla burocrazia e dalla Pubblica Amministrazione e, con i suoi metodi, le ha combattute per tutta la vita. Non era un uomo da “barricata” e rivolta di piazza, le armi che aveva scelto erano la penna (scrivendo in maniera sistematica lettere ed articoli ai giornali locali) e, visto che un poco burocrate lo era anche lui, la carta da bollo. Famosa è rimasta la sua battaglia contro l’uso degli autovelox per rimpinguare le casse comunali con il pretesto della sicurezza stradale; fece tanto baccano allora da farmi sorgere il sospetto che la famosa direttiva Maroni (allora Ministro dell’Interno), emanata proprio per limitare e regolamentare l’uso degli autovelox, sia stata una conseguenza anche della sua pressante campagna. Se realmente è così milioni di automobilisti in Italia gli devono gratitudine per le centinaia di euro che sono rimasti nelle loro tasche invece di transitare in quelle di Comuni e Province.



Qui oggi voglio ricordare il signor Secondo non solo per l’amicizia e l’affetto che mi hanno legato a lui (soprattutto negli anni delle sue difficoltà fisiche), ma perché sono convinto che il grosso problema dell’Italia stia nel fatto che di persone come lui ce ne sono sempre di meno.



Questa è la ragione per la quale ci hanno fatto e ci stanno facendo accettare l’inaccettabile.



Un breve memento: siamo stati rinchiusi nei nostri Comuni ed addirittura messi agli arresti domiciliari, obbligati a lasciar morire i nostri cari negli ospedali senza il conforto di un famigliare o di un amico e addirittura privati dell’assistenza religiosa (mai successo nella Storia). Ci è stato proibito di cuocere le salamelle nel nostro giardino, di ricevere ospiti, di andare al bar in certi orari. Il tutto senza alcuna prova che queste misure fossero realmente efficaci nel contenere la pandemia di COVID, tanto è vero che i Paesi che non le hanno adottate (vedi Svezia) hanno avuto tassi di morbilità e di letalità inferiori ai nostri.



Poi ci è stato imposto un vaccino sperimentale (risultato successivamente inefficace e pericoloso) e chi non lo ha accettato è stato umiliato in ogni modo e messo alla fame con la privazione del lavoro e dello stipendio. Non contenti, oggi ci prospettano il crollo del valore delle nostre case e l’impossibilità di venderle o affittarle in un prossimo futuro se non effettuando costosi lavori che ci indebiteranno con le Banche. Qualcosa di analogo lo stanno facendo con le automobili. Stanno distruggendo l’agricoltura e sottraendo terreni al loro naturale utilizzo per arrivare a farci mangiare insetti, infine “dulcis in fundo”, ci stanno portando ad una guerra contro la Russia che rischia semplicemente di eliminare mezza Europa dalla carta geografica.



Reazioni? Praticamente nessuna (fatta salva qualche lodevole eccezione)…



E’ proprio vero, è finita l’epoca dei signori Secondo…



Mario Villani



 




giovedì 4 aprile 2024
un sincero cordoglio alla tua collega per la perdita incalcolabile, Mario, ciao

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