martedì 3 ottobre 2023
Cultura e società
Ecoansia
Torniamo su un espisodio che ha "deliziato" la nostra estate

Il noto festival internazionale del cinema per bambini e ragazzi, il Giffoni Film Festival, ha concluso da pochi giorni la sua 53^ edizione.



E’ un luogo, scrivono gli stessi organizzatori, di “mani al cielo, lacrime, emozioni, approfondimenti, verità e libertà: (...) un luogo dove i giovani (adulti di domani) si sentono in diritto di provare angoscia e di urlare che sono stanchi di provarla. Capita



nelle lacrime di Giorgia davanti a ciò che sembra più grande ma che a Giffoni diventa superabile, bypassabile solo con il gioco di squadra e con le mani che si intrecciano e i sorrisi che si incrociano” .



E proprio Giorgia è la persona che con il suo breve intervento (prontamente diffuso dal coro dei media mainstream) sembra aver commosso fino alle lacrime il ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin, qui convenuto per intrattenersi con i ragazzi rispondendo alle loro domande in merito, verosimilmente, alla nuova “emergenza” che affligge il mondo: quella climatica.



Riporto in versione integrale le parole di Giorgia - pronunciate in un crescendo di lacrime, pathos e applausi - e la risposta del ministro, ma il video è reperibile un po’ ovunque in rete .



“ Salve, mi chiamo Giorgia. In realtà la domanda che le voglio fare è più personale perché non ho la preparazione degli altri ragazzi quindi non mi permetterei mai di portare dati che non conosco... o fare domande che non posso porre, ecco. Io le confesso, ministro, che ho molta paura per il mio futuro: io personalmente soffro di ecoansia e alle volte penso che io non ho un futuro, perché la mia terra brucia... in questi giorni in Sicilia sta bruciando tutto e io non so se voglio avere figli... sinceramente, ministro, io non lo so. E quindi la mia domanda è: dato che voi parlate di 2030, 2050 - obiettivi che comunque sinceramente sento lontani - lei non ha paura per i suoi figli, i suoi nipoti...non so...”.



Ministro :



“ Grazie, grazie davvero... io ho la forza del dubbio... che lo dico sempre sinceramente... ma abbiamo il dovere, o io ho il dovere, della carica che ricopro... ho il dovere verso di voi e ho un dovere verso i miei nipoti” .



Una voce si inserisce - con tono luttuoso - sul crescendo di lacrime e pathos, questa volta del ministro: “Possiamo andare con la prossima domanda...”.



Mi soffermo, in primis, sulla risposta del ministro: “io ho la forza del dubbio”... Quale dubbio? Che sia vero che c’è di che essere allarmati per l’ipotetico surriscaldamento del pianeta o che l’emergenza climatica fonte di cotanta ecoansia sia una manfrina pazzesca o altro ancora?



“Ho il dovere della carica che ricopro... ho il dovere verso di voi e ho un dovere verso i miei nipoti”...



Quale dovere?



Il dovere - per la carica che ricopre - di ammettere la gravità della situazione o di smascherarne la perversa architettura ideologica o altro ancora?



Il dovere - “verso di voi (pubblico in sala, giovani in generale ?) e (...) verso i miei nipoti” - di contribuire a sostenere l’allarmismo sul surriscaldamento del pianeta e sul mutamento climatico di natura antropica o di combattere per lo smascheramento dei miliardari interessi economici che animano questa nuova “emergenza” o altro ancora?



Domande senza risposta, essendo lo stile e il contenuto delle parole del ministro espressione di quel “politichese” ambiguo che apre alle più varie interpretazioni ma che, soprattutto, deresponsabilizza chi parla.



Alcune risposte, invece, arrivano sulla giovane ecoansiosa Giorgia.



Sì, perché il dubbio che stesse recitando è di certo sorto in chi - minimamente attento



all’espressione gestuale e vocale - abbia visto il video.



Da un articolo di Patrizia Floder Reitter comparso su La Verità il 30 luglio (3) apprendiamo che la catanese Giorgia Vasaperna è nata nel 1996, si è diplomata nel 2019 alla Voice Art Dubbing - scuola di recitazione e doppiaggio con sede a Roma e Catania -, ha studiato scienze e lingue per la comunicazione, aspira a fare l’attrice e la regista e che la casa editrice Dark Zone per cui scrive la definisce una “sceneggiatrice di gran successo”.?



Dunque una ventisettenne professionista dello spettacolo - cioè di quel mondo costruito sulla finzione che troppi (e ormai troppo spesso) confondono con la realtà - viene annoverata dagli organizzatori del festival tra i “giovani (adulti di domani)”.



Ma quando, secondo loro, si è adulti? Traspare la tendenza a sostenere una perenne



“infantilizzazione”: e verrebbe da chiedersi a chi ciò convenga.



Ma tant’è: i tempi cambiano, e con essi anche il significato attribuito alle parole.



Tutta questa tragicommedia (per altro recitata nel contesto giusto, trattandosi di un festival del cinema) mi ha ricordato il passo di un dramma del grandissimo conterraneo di Giorgia (che di teatro certo se ne intendeva) Luigi Pirandello: “ Perché



, appena insieme, l'uno di fronte all'altro, diventiamo tutti tanti pagliacci?”.



Ma mi ha ricordato anche Diogene il Cinico: “Discuti sulla virtù e ti passano accanto come un branco di pecore, fischia e danza e agitati e avrai un pubblico”.



Nicoletta Lavaselli.



 




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