lunedì 18 settembre 2023
Cultura e società
All'erta sto
Diari dalla trincea

E' un'afosa serata di un sabato agostano e sono seduto in un bar di un afoso corso di un'afosissima citta'. Sto aspettando di andare a cena e,per ingannare l'attesa,mi sono concesso un aperitivo,un rinfrescante aperitivo. Sono immobile sulla sedia,perché ogni benché minimo movimento si traduce in uno zampillio di gocce di sudore che mi trasforma in un'installazione vivente di arte moderna, titolo: la sofferenza.



Ma gli occhi si,quelli li muovo,e osservo tutti i passanti,incrocio i loro sguardi, ci capiamo senza bisogno di parlare; ci sentiamo vicini, come se ci conoscessimo da sempre, nel comune malessere di un caldo infernale, di un'estate che non vuole finire, o che vuole finire in bellezza,senza cedimenti,come un vecchio attore che muore sul palcoscenico dopo la sua ultima recita,la più bella. Ma poi, ad un tratto,vedo apparire due figure femminili che camminano a passo spedito una accanto all'altra,con gli sguardi bassi,fissi sull'asfalto rovente,e con le bocche coperte,soffocate da due mascherine chirurgiche.



E' come in un film dell'orrore,quando sembra che tutti i mostri siano stati sconfitti e invece no,sono ancora tra noi e quella che sembrava la fine di una brutta storia si trasforma nell'inizio di un incubo.



E come in un film la scena si sposta di colpo altrove:sono a casa mia,sulla pagina di posta elettronica del mio pc,su cui cominciano a piovere gli aggiornamenti sul covid.



Sintetizzando (ma è tutto sempre in fieri):attualmente il ceppo su cui si concentra maggiormente l'attenzione è stato chiamato Pirola ed ha dato origine a moltissime mutazioni; dall'esame delle stesse pare che non si tratti di un'infezione più contagiosa né più severa delle altre. I sintomi: febbre alta,tosse,raffreddore e perdita del gusto e dell'olfatto.



A non essere del settore la si potrebbe scambiare per un'influenza, se non fosse che i virus influenzali pare siano usciti di scena da almeno quattro anni.



Nonostante,dunque,la bassissima pericolosità dei nuovi ceppi in circolazione,il professor Gregory,del dipartimento di biologia dell'università di Guelph,nell'Ontario,sostiene decisamente che gli esperti di sanità pubblica che affermano che un'evoluzione dilagante delle varietà e onde autunnali di covid 19 sono previste e fanno parte della vita,non stanno facendo salute pubblica ma pubbliche relazioni per il virus.



In Italia,il presidente degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi), Andrea Mandelli, si esprime in tal modo: ”L'aumento dei casi di covid 19 registrato in Italia nelle ultime settimane,legato alla circolazione delle nuove varianti del virus,trova riscontro in una maggiore richiesta di tamponi in farmacia e in una più alta incidenza del numero dei positivi che osserviamo tra coloro che si sottopongono al test...”In assenza di misure di contenimento del contagio,a seguito dell'abolizione dell'obbligo di isolamento per le persone risultate positive,è importante ricordare ai cittadini che il virus non è scomparso e che bisogna agire con buon senso,evitando,in caso di positività o in presenza di sintomi,i luoghi di forte aggregazione e soprattutto il contatto con le persone più vulnerabili. Proteggere gli anziani e i fragili dal rischio di avere una malattia severa e di essere ospedalizzati resta un obiettivo prioritario:per questo,come raccomandato dall'Organizzazione mondiale della sanità,RISULTA FONDAMENTALE MANTENERE LA SORVEGLIANZA SUL COVID E SENSIBILIZZARE I GRUPPI A RISCHIO A SOTTOPORSI ALLE VACCINAZIONI ANTI-COVID E ANTINFLUENZALE NEL PROSSIMO AUTUNNO”.



L'OMS,invece,avvisa che il covid rimane una grave minaccia,e ammonisce gli Stati membri a non smantellare le strutture create a proposito, in quanto il numero di casi attualmente rilevato è assolutamente sottostimato a causa della riduzione dei test;e questo nonostante la suddetta organizzazione abbia scatenato una caccia al virus senza precedenti, andandolo a cercare e stanare in ogni angolo del globo e senza risparmiare nessuna popolazione, anche le più nascoste.



Fortunatamente sembra che in Italia il Ministero della salute abbia deciso di affrontare la cosa con più realismo: tamponi in ospedali e pronto soccorsi solo in presenza di sintomi,consigliato il vaccino agli over 60 (e perché?) e ai fragili,”Non ci sarà nessun obbligo,ovviamente. Il governo ed il ministero della salute hanno mostrato fin da subito le loro intenzioni nella gestione della Pandemia di covid (ma non era stata dichiarata finita?),agevolati dal fatto che il virus sia diventato ormai meno aggressivo nei sintomi ed endemico”.



Detto questo,è già pronta una sfilza di vaccini di ogni tipo e di ogni marca.



Insomma,per qualcuno il covid è ormai un capitolo chiuso, per altri non bisogna mai abbassare la guardia.



Per descrivere l'atmosfera,provate ad immaginare la riviera romagnola dei primi anni 60. Lungo le spiagge assolate migliaia di ombrelloni,e sotto questi ombrelloni migliaia di tedeschi rosolati dal sole. Sono venuti a godersi le vacanze,ma neanche vent'anni prima erano qui in uniforme.



E i bagnini se lo ricordano,li osservano,sono pronti;perché a vederli così sono proprio dei paciocconi, con la pelle color gambero di Mazara e le loro birre in mano, ma non si sa mai, meglio non fidarsi.



Ecco, oggi ci sono ancora persone che non si arrendono ancora all'idea di un virus non più pericoloso: non riescono a sopportare il logorio di una vita normale, ne vogliono una fatta di allarmi, allerte, restrizioni, isolamenti e confinamenti;sono vittime di una variante della sindrome di Stoccolma.



State tranquilli, hanno già confezionato l'emergenza climatica, state pronti a vedere di peggio.



 



Claudio Pretari



 




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