mercoledì 1 settembre 2010
Politica e economia
MOVE ON !
Un titolo che è tutto un programma

Breve riassunto di un'altra estate che se ne va nel cassetto dei ricordi. Fatti importanti solo due, nell'ordine: Valentino Rossi dopo una sfortunatissima stagione lascia la Yamaha per approdare alla Ducati, un'Italiano su un'Italiana, rossa pure lei come neanche Bertinotti è mai stato, nemmeno ai bei tempi; secondo, Quagliarella lascia il Napoli per la Juventus, io di calcio non me ne intendo ma pare che, alla notizia dell'avvenimento, molti Napoletani siano rimasti impietriti come le vittime dell'eruzione del Vesuvio a Pompei ed Ercolano. Esaurite le cose serie passiamo alla cronaca estiva più leggera: così come l'ondata di caldo sembra non finire anche il teatrino della politica, con un susseguirsi di colpi di scena che fanno impallidire i più famosi serials tv d'oltreoceano. "Fuori Fini dal PdL" "Se se ne va Fini usciamo anche noi e vediamo in Parlamento se avete ancora la maggioranza" "Vigliacchi traditori, adesso telefono a Casini, che è lì bell'impomatato che aspetta e vedi che alleanza ti combino" "Uhei, io quel democristiano lì, boia vigliacco, non lo voglio neanche vedere o gli faccio bere tutta l'acqua del Po" "Forza allora, via alle elezioni, bisogna che siano gli Italiani a decidere chi deve governare, vediamo se vi vogliono ancora. Oh bella, e se poi li votano ancora?""Che casino, ma la sinistra non dice niente? Non è che ci lascia proprio litigare solo tra di noi?" La sinistra, in un'anelito di spirito democratico, annuncia che farà le primarie. Bello, bello, tutto molto bello, ma sarebbe ancora più bello se oltre alla forma esprimesse anche un pò di sostanza, anche perché in una vera democrazia i candidati dovrebbero essere scelti dalla base e non imposti dai vertici. Ha ancora senso, poi, parlare di democrazia in Italia? Come già accennavo precedentemente in un altro mio intervento, is può definire democrazia una forma di governo in cui il singolo cittadino non può decidere liberamente chi votare e quindi non avere nessun tipo di influenza sugli eletti e sul loro operato? In modo impercettibile nel corso degli anni is è dato vita ad una forma di governo che ricorda molto di più quella oligarchica, con un numero ristretto di persone a spartirsi il potere e a disegnare le regole del gioco, sostenuto da una nomenklatura forte ed ampia, capace di contenere, gestire e soffocare ogni possibile tentativo di reazione che potrebbe nascere dal basso. Dico potrebbe perché in una società come questa, in cui i tentacoli del potere arrivano persino nei bagni delle nostre case, pensare di veder nascere qualcosa di alternativo a questo teatrino della politica è davvero difficile. Ma non è neanche giusto perdere le speranze: quante volte nel corso della storia sono improvvisamente crollati regimi che sembravano inattaccabili e indistruttibili? Pensate ai cortigiani del re di Francia che guardano sbigottiti alla fine del loro bel mondo dorato sotto i colpi della rivoluzione, o ai soldati sovietici che non sanno più bene da che parte girarsi perché anche i loro comandandanti, ufficiali del più temibile esercito del mondo, non sanno da chi prendere ordini e non sanno più a chi ne possono dare. Entrambi sembravano "imperi" destinati ad essere eterni, eppure sono crollati perchè marci dentro, consumati dalla sfiducia dei loro popoli che non is riconoscevano più in chi li governava. Era rimasto il Potere, ma non c'era più l'Autorità. Le pagine di Storia ci raccontano di assalti alla Bastiglia o di manifestazioni nella Piazza Rossa, ma questi episodi non hanno alcuna influenza sulla fine di un regime, servono invece solo a stabilire chi dovrà gestire la nuova situazione che si va creando. Sulla sfiducia nei confronti dei nostri politici da parte degli Italiani penso non ci siano dubbi, meno che mai sul fatto che l'Italia vive un momento molto critico per forti problemi economici e sociali. Di fronte ad un quadro del genere, c'è ancora il modo per i cittadini di intervenire veramente nella vita politica del Paese o rimaniamo, inermi spettatori, ad aspettare passivamente che ricadano sulle nostre capocce le decisioni di altri? Non è un leopardiano appello agli italici petti a gloriose avventure, è una domanda che già ho fatto a chi ci segue sul nostro sito: almeno adesso vale la pena di intraprendere od intensificare un'attività politica al di fuori delle lobbies di partito? E se si, con quali mezzi? E a quali obiettivi puntare? Leggo su un quotidiano nazionale di un movimento, Move On, che negli Stati Uniti ha raggiunto i cinque milioni di iscritti, dico cinque milioni di iscritti. E' una forza politica che è cresciuta utilizzando le nuove tecnologie di comunicazione, in primo luogo Internet. In un mondo in cui i mass- media sono controllati dai governi e da centri di potere di diversa natura, il Web appare sempre più come un'opportunità infinita e incontrollabile, e dunque incensurabile, di libera informazione, veloce, anzi velocissima,e, soprattutto, aperta a tutti e da tutti condivisibile. Cito testualmente il suo coordinatore, Ilyse Hogue:" Move On è davvero controllato dai suoi membri, come nessun altro partito o movimento lo è mai stato nella storia. Ogni settimana fa un sondaggio tra gli iscritti, e il sondaggio decide le campagne da fare. Tutto deciso dal basso. Così siamo fedeli alla nostra missione: riportare al centro della politica le persone." Non voglio investigare su quanto effettivamente sia libero e spontaneo un movimento di questo tipo; rimane il fatto che attualmente si sta radicando anche sul territorio, con 110 gruppi e 25000 militanti, così da poter esprimere un vero e proprio pressing fisico, oltre a quello mediatico, sui politici che loro sostengono. Mi sento di dire che, per la prima volta da Cristoforo Colombo, dalle Americhe arriva qualcosa che is potrebbe copiare, un modello per un tipo diverso di attività politica. E' chiaro che l'invito è a tutte quelle realtà di Destra che ancora esistono qui da noi ma che per tutta una serie di motivi non is riesce a coagulare: è necessario lasciar perdere i vecchi schemi, mentali e operativi, e pensare a nuovi modi di fare politica. Bisogna lasciar perdere il passato con tutti quegli inutili contrasti che hanno prodotto solo divisioni e debolezze, fino alla morte di una vera politica di Destra e della sua rappresentanza in Parlamento. Chi si riconosce in determinati ideali deve ora porre degli obiettivi realistici e dare la sua disponibilità per raggiungerli. Noi di APPUNTI dedichiamo molti sforzi al nostro sito non perchè rimanga qualcosa di fine a se stesso ma perchè dia dei risultati in termini anche di azione politica.Spesso abbiamo fatto appelli ai nostri "lettori"nel senso di un loro maggiore coinvolgimento;noi crediamo che Internet ci possa offrire molte opportunità, dovete crederci anche voi.

Claudio Pretari



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