domenica 18 giugno 2023
Religione
In memoria di Joseph Ratzinger
il Custode della Fede

La vita di Joseph Ratzinger attraversa quasi tutto il novecento, un secolo che ha visto due guerre mondiali con un carico di morte e distruzione inimmaginabile, la nascita di ideologie , il nazismo e il comunismo ,anticristiane che hanno dimostrato quale sia il destino degli uomini e delle nazioni quando Dio viene sostituito dal nostro delirio di onnipotenza. Il totalitarismo quasi demoniaco di questi regimi ha prodotto enormi sofferenze ad interi popoli , persecuzioni, deportazioni nei lager, uccisioni e torture per i dissidenti. Ratzinger vive in prima persona tutto ciò, nasce il 16 aprile nel 1927 a Marktl un piccolo paese della Baviera terzogenito dopo Maria e Georg in una famiglia modesta ma religiosissima, il padre è un gendarme che avversa il nazismo per questo motivo la sua famiglia dovrà trasferirsi più volte. Nel 1939 a soli 12 anni entra in seminario a Traunstein ma nel ’42 lo stesso viene chiuso e Joseph viene forzatamente iscritto alla gioventù Hitleriana e successivamente arruolato nell’esercito dal quale , dopo varie peripezie, riesce a fuggire nel ’45 rischiando in quanto disertore la fucilazione.



Nel 1947 entra nel seminario di Monaco di Baviera e nel ’51 viene ordinato sacerdote insieme al fratello Georg .Qui studia teologia , la sua grande passione ed una innata intelligenza uniti alla caparbietà lo portano negli anni a diventare nonostante la giovane età un punto di riferimento della chiesa tedesca e non solo tanto è vero che partecipa al Concilio Vaticano II mettendosi già in mostra per la preparazione e la capacità oratoria . Ai tempi Ratzinger veniva considerato quasi un progressista, un pericoloso innovatore sulla scia di quei movimenti e teologi che volevano riformare la chiesa, mettendola alla pari con i tempi per renderla più moderna. Il futuro Papa in realtà non fu mai schierato su tali posizioni, capì la necessità di rinnovare la chiesa senza però snaturare la sua essenza, cioè la fedeltà alla parola di Dio, alla tradizione e al magistero frutto di secoli di studi e scritti di grandi papi e dottori della chiesa. Non a caso nel 1981 San Giovanni Paolo II gli affida la guida della congregazione per la dottrina della fede, qui Ratzinger facendo tesoro della sua esperienza denuncia la pericolosa deriva post-conciliare, le nuove teologie come quella della liberazione che considera Cristo come un rivoluzionario socialista venuto a riscattare le masse dei poveri oppressi e non invece il figlio di Dio venuto a liberare le nostre anime dalla schiavitù del peccato. Ratzinger diventa negli anni l’alter ego del Papa ,il suo “ suggeritore” , l’amico fidato ma soprattutto il grande custode della fede ,colui che tiene dritta la rotta della barca di Pietro. Il grande Papa polacco lo stima e lo vuole vicino anche quando Ratzinger esprime il forte desiderio di tornare nella sua Baviera per dedicarsi allo studio e alla preghiera. Forse Woytila vede già in lui il suo naturale successore, quasi un predestinato, infatti quando il Papa dopo una lunga e penosa malattia muore nel 2005 molti occhi e non solo nella chiesa guardano a lui come ad un prescelto. Ratzinger è il decano dei Cardinali, ai funerali di Giovanni Paolo II in Piazza a San Pietro la sua omelia è un capolavoro che lascia senza fiato lo stesso collegio cardinalizio



La Chiesa ha bisogno di una guida sicura, un timoniere esperto nel “mare in tempesta”, la scelta è quasi obbligata ,Ratzinger viene eletto dopo poche votazioni , un cardinale rimasto anonimo disse scherzosamente che era stato scelto il “miglior cavallo della scuderia”! Quest’uomo piccolo quasi minuto con gli occhi di un fanciullo e un sorriso disarmante carica su di sé il peso di duemila anni di storia, lui che voleva fare il professore di teologia rilassandosi ogni tanto al pianoforte in compagnia del suo amato gatto. Ratzinger prenderà il nome di Benedetto in onore del grande monaco di Norcia fondatore del monachesimo europeo e non sarà un caso perché lui stesso di fatto è un monaco per eccellenza, lo è per la sua enorme cultura non solo ecclesiastica , per la profondissima fede e per la grandissima umiltà. Quest’uomo già avanti con gli anni fino ad allora ai più sconosciuto si rileverà una sorpresa per la chiesa ed il mondo, le sue omelie e la sua catechesi attirano folle enormi ovunque vada i giovani accorrono a lui con entusiasmo. Lo stesso Papa sembra stupito dagli eventi, il “Panzer Kardinal” descritto da una certa stampa bieca e avvelenata in realtà è un uomo mite e affabile che incanta le folle per la sua dolcezza, la gente riconosce in lui il buon pastore che ha a cuore le sue pecore, l’uomo della provvidenza in una chiesa ed un mondo scossi da troppi terremoti. Benedetto XVI ha lanciato un salvagente per l’umanità finita in mare persa tra le onde delle ideologie e dei falsi profeti in balia del proprio egoismo ed edonismo, è il Papa che ha saputo coniugare insieme fede e ragione perché la fede senza la ragione diventa superstizione e magia mentre la ragione senza la fede degenera nel relativismo e nel nichilismo. Purtroppo la sua missione feconda dovrà cedere all’età e alla fragilità , il Papa con un atto coraggioso e rivoluzionario si dimetterà ritirandosi nella preghiera e nello studio, lontano da quel mondo e dalle folle che tanto lo hanno amato. Su quella rinuncia molto si è scritto e si scriverà tanti hanno interpretato questa scelta come una debolezza, quasi un tradimento: noi pensiamo invece sia stato un gesto di eccezionale umiltà e responsabilità, di generosità che solo un grande uomo come Ratzinger poteva fare , quella grandezza rimarrà in lui fino alla sua morte quando, in un ultimo messaggio ai fedeli li inviterà a rimanere saldi nella fede e vigilare contro i falsi idoli del mondo moderno rimanendo uniti alla chiesa sposa di Cristo e nostra Madre, quasi un testamento spirituale per tutti noi. Le sue ultime parole prima di lasciare questo mondo saranno “Gesù ti amo”, penso che non necessitino di nessun commento perché parlano da sole. Mi scuso per la pochezza di questo breve ricordo di un grande Papa ma spero che possa aiutare qualcuno a conoscerlo ed amarlo così come è successo a me, personalmente vi confesso che è stato un onore poterne scrivere perché lo porto nel mio cuore e lo custodisco come un prezioso tesoro.



Fabio Pretari




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