Il livello di tangentopoli è stato abbondantemente superato. Allora si rubava anche per mantenere il partito, oggi si ruba anche al proprio partito!
Ci indigna e ci allarma l'emergere di fenomeni di corruzione di trame inquinanti, anche ad opera di squallide consorterie,è dunque necessario intervenire senza incertezze o reticenze su ogni inquinamento o deviazione nella vita pubblica e nei comportamenti di organi dello Stato ma evitando il gioco al massacro tra le istituzioni.
Più o meno in questi termini il presidente della repubblica ha lanciato un monito al Paese ed alla classe politica. Ma, secondo il capo dello Stato, si può guardare al futuro con ottimismo in quanto il Paese ha gli anticorpi per poter reagire. Da comune cittadino, il cui ottimismo è oramai un lontano ricordo, provo una notevole perplessità a fronte delle parole del presidente che, ovviamente, alludono alla cosiddetta inchiesta P3. Non è intenzione di chi scrive atteggiarsi a individuo cinico e disincantato, ma una domanda sorge spontanea: dove ha vissuto sinora l'ultraottantenne presidente Napolitano? Di quale Paese parla, e a quali anticorpi si riferisce? Non è neppure necessario conoscere nei dettagli la vicenda alla quale allude per giungere ad una considerazione dannatamente banale: non c'è nulla di eclatante, si tratta solo, per cosi dire, di ordinaria amministrazione.
E' semplicemente patetico parlare della corruzione come di un fenomeno emergente. A diciotto anni dall'inchiesta "Mani Pulite", che anche ai più scettici aveva suscitato qualche lieve speranza, assistendo alla decapitazione morale di buona parte della classe politica, la corruzione in Italia è cresciuta e, per cosi dire, si è evoluta. Nel bel Paese la corruzione è divenuta sistemica cioè pratica comune e diffusa in quasi tutti gli ambiti di attività politico-amministrativa. Essa si che ha sviluppato potenti anticorpi a fronte di un sistema giuridico - penale che versa da molti anni in uno stato penoso. La pratica corruttiva è talmente radicata nel costume nazionale da rendere ormai problematico contrapporre la società politica corrotta a una società civile sana e onesta. Il sistema della corruzione è ormai penetrato in profondità nell'imprenditoria nelle attività finanziarie e nel mondo delle professioni. Settori sempre più ampi dell'economia e della politica sono strettamente intrecciati con la criminalità organizzata che ha trovato nel sistema della corruzione un terreno fertilissimo per prosperare e mimetizzarsi in aree del territorio nazionale un tempo sanissime.
La classe politica, negli ultimi dieci anni, ha proceduto a modifiche legislative che definire incentivi alla corruzione non è un'esagerazione: la riforma del falso in bilancio ad esempio, ha reso molto difficile fronteggiare la formazione di fondi occulti che spesso presuppongono azioni corruttive; la riduzione della prescrizione ha reso spesso impossibile sanzionare azioni criminose accertate. Con buona pace del presidente Napolitano l'ottimismo è fuori luogo.
Urbano De Siato