giovedì 1 dicembre 2022
Religione
Notre Dame de la Pepiole
Davvero un luogo per l'anima

Spesso è il caso che ci fa incontrare persone meravigliose,conoscere luoghi incantevoli e vivere esperienze piacevolissime.



E' quello che mi e' capitato in un piovoso fine settimana autunnale in quel di Tolone,Francia,più precisamente a Six-Fours,diciamo il suo quartiere turistico a ridosso del litorale. Spintomi fin là in compagnia di mia moglie per riabbracciare una cara amica libanese temporaneamente in Europa,ho avuto il piacere,oltre che di essere ospite suo e di sua sorella,di essere accompagnato alla messa domenicale in una cappella poco distante che si dice sia la più antica d'Europa. Ora,prendo la cosa con le molle perché i Francesi,per la loro solita grandeur,sono soliti esagerare,spingendo il loro campanilismo anche fra di loro:in Francia ci sono circa un centinaio di comuni che si vantano di essere i più belli e una cinquantina di chiese che si proclamano le più antiche.



In ogni caso la costruzione risale al V secolo per quel che riguarda la sua vita cristiana,ma pare che sia sorta su di una costruzione precedente di epoca greco-romana(Marsiglia era una colonia greca prima di entrare in orbita romana). E proprio da Marsiglia partì il primo gruppo di monaci che vi si insediò;del primo edificio non resta quasi nulla,in quanto la cappella fu ricostruita ed ampliata a più riprese nell'VIII,nell'XI e nel XII secolo.



Al visitatore che vi giunge non è la maestosità che colpisce,ma la pace e il senso di spiritualità che infonde: è una piccola costruzione annegata in uno splendido uliveto,a sua volta innestato in una meravigliosa macchia mediterranea;un campanile svetta su tre navate in pietra piccole ma massicce al punto da farla sembrare una fortezza.



Effettivamente nella sua vita di assalti deve averne subiti tanti, tra invasioni, guerre e rivoluzioni, ma è passata indenne attraverso secoli di storia ed è ancora lì,bella più che mai.



Nel 1956 Padre Paul Celestin Charlier,monaco benedettino, tanto per cambiare, ne capì l'importanza,la fece restaurare e vi infuse nuova linfa spirituale.



Ma un'ultima minaccia incombeva ancora sulla Cappella:in anni più recenti,non si sa se per necessità di carattere urbanistico o per puro spirito giacobino(che in Francia non ha mai smesso di soffiare)qualcuno aveva pensato di abbatterla per far passare proprio lì un'autostrada. Fortunatamente un gruppo di fedeli si è costituito in associazione e tanto ha detto e tanto ha fatto che il Vescovo,incredibile dictu,ha respinto la richiesta e le offerte degli asfaltatori ed ha concesso alle sue pecorelle la gestione della struttura,a condizione che fosse mantenuto vivo il culto.



Così è stato: leggo e riporto dal loro sito che vi si celebra la Santa Messa ogni domenica e nei giorni feriali,si svolgono esercizi spirituali nel centro di accoglienza annesso,così come riunioni di studio e di condivisione della parola di Dio e conferenze di carattere spirituale,concerti di musica sacra e mostre.



L'ostello annesso è aperto anche al turismo non strettamente religioso,trattandosi di una zona incantevole e il ricavato insieme al guadagno derivante dalla vendita dei prodotti dell'uliveto ed alle offerte dei fedeli è più che sufficiente a mantenere il decoro ed il sostentamento dell'intera struttura.



Assistere alla Santa Messa,poi,al di là del significato religioso è stata un'esperienza molto piacevole: varcare la piccola porta è fare un salto di secoli indietro nel tempo;la presenza più “moderna” è una statua lignea della Madonna che si fa risalire al XVI secolo,salvata,durante la Rivoluzione Francese da un nobile locale e poi posta nell'abside della navata di sinistra. Per il resto siamo nel Medio Evo più alto:i muri di pietra spessi,le poche finestre piccole da far passare poca luce,le volte rotonde a coprire e proteggere i fedeli.



E poi il senso quasi di comunità che legava i presenti,che accorrono da tutto il circondario per ritrovarsi lì,quasi una confraternita laica.



E ancora il silenzio e la pace,nonostante da lontano arrivassero le eco dei motori delle auto,a gridare la rabbia,a cercare quasi una vendetta per lo smacco subito.



All'interno di un mondo che va di corsa,non si sa bene dove ed a far cosa,un'oasi minuscola vive e lavora per ricordare che il nostro scopo,e dunque il nostro cammino,sono altri.



Ritorna alla mente il periodo dell'Alto Medio Evo:mentre l'Europa era scossa dalle invasioni,dalle guerre e dalla distruzione che ne seguiva,piccoli gruppi di monaci davano vita a tante piccole realtà in cui ritirarsi a pregare e lavorare per ripartire. A loro non importava quanto grande fosse il disastro che si abbatteva sui resti di un grande impero;sapevano che il loro compito era di salvare ciò che di buono rimaneva e lavorare per costruire qualcosa di più grande e migliore. A costo di mille sacrifici ed altrettanti martiri ci hanno dato la Civiltà Cristiana,l'Europa cristiana,il Sacro Romano Impero;direi che non è poco.



Oggi ci ritroviamo in una situazione analoga,al posto dei barbari abbiamo dei selvaggi tecnologici,molto più pericolosi perché hanno il denaro ed il potere,e molto più aggressivi perché il loro obbiettivo è di distruggere l'uomo come Dio l'ha creato.



Vogliono svilirlo,disumanizzarlo,ridurlo a livello dei beni che loro producono e vendono in un'escalation senza senso e senza fine. Non ci credete? Fatevi un giro in questi giorni in un centro commerciale qualsiasi,in occasione dei vari Black Friday;guardate la gente,non la distinguete dalla merce,è parte di un unico meccanismo in cui merci e compratori hanno uguale dignità ed importanza. Manca solo il codice a barre stampato sulla fronte,ma a breve arriverà anche quello e si farà la coda per averlo.



Ci stanno togliendo l'anima a poco a poco...



Abbiamo bisogno di tante Notre Dame de Pepiole;le abbiamo,dobbiamo solo ristrutturarle,togliere le erbacce,toglierci di dosso la polvere e le croste che abbiamo accumulato e andare a cercare dei sant'uomini che ci parlino ancora delle cose importanti della vita,a cominciare da dove vogliamo far finire la nostra anima.



Giusta,giustissima una sana reazione a livello sociale e politico,dobbiamo opporci,dobbiamo farci sentire,ma per farlo dobbiamo tornare alla mentalità di quei poveri uomini che nel buio disperante dell'alto medioevo hanno avuto l'intelligenza,il coraggio e la forza di partire da un lumicino.



 



Claudio Pretari



 



 



 



 



 



 



 



 



 



 



 



 



 



 



 



 



 



 



 




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