venerdì 30 luglio 2010
Storia
Gli eroi dell’Europa Cristiana: Clemens August Von Galen
L’intrepido Vescovo di Munster che seppe opporsi all’ideologia nazionalsocialista in nome dei valori cristiani e che, con la stessa energia, condannò i crimini dei “liberatori”

Von Galen nacque, undicesimo di tredici figli, nel 1878 da una nobile e cattolicissima famiglia della Westfalia, fu parroco a Berlino per ventitre anni e venne nominato Vescovo di Munster da Papa Pio XI nel 1933. Uomo di grande fede e coraggio, vero pastore di anime, non ebbe mai paura a scagliarsi, dal pulpito della sua Chiesa contro la propaganda nazionalsocialista, invitando i fedeli a vigilare contro il fanatismo di una ideologia che voleva imporre la razza e il sangue al di sopra della morale cristiana e gli dei ariani al di sopra di Cristo. Le sue molteplici iniziative lo resero presto famoso in tutta la Germania e all’estero, persino l’allora Segretario di Stato vaticano Eugenio Pacelli, che era stato Nunzio Apostolico in Germania fino al 1929, lo apprezzava e stimava. Memorabile ad esempio fu la battaglia che Von Galen condusse contro la rimozione dei crocefissi dagli uffici pubblici decretata dal regime che li voleva sostituire con la sola svastica.
Pacelli stesso ben conosceva l’essenza dell’ideologia nazional-socialista. Aveva letto il Mein Kampf definendo il suo autore come “un uomo completamente invasato” e la sua dottrina “incompatibile con la coscienza cattolica”. Von Galen si recherà a Roma per parlare, a nome di tutti i vescovi tedeschi, con il Papa e con lo stesso Pacelli della insostenibile situazione della Chiesa tedesca, della vera e propria persecuzione morale materiale nei confronti del clero e delle associazioni cattoliche di fatto ormai sciolte e messe fuori legge, dei beni espropriati, delle centinaia di persone già incarcerate. La sua testimonianza fu così viva e sofferta che davanti allo stesso Papa Pio XI sbottò dicendo: “Santità! Abbiamo a che fare con gente che non conosce né la verità né l’onore. Ciò che essi chiamano Dio è il demonio.” Il Papa capì la drammaticità e la pericolosità della situazione, ordinò a Pacelli la stesura di una nuova Enciclica scritta, fatto straordinario, in tedesco, la “Mit brennender sorge”, il cui testo fu stampato in milioni di copie e spedito a tutte le diocesi e parrocchie della Germania dove, il 14 marzo 1937, venne pubblicamente letta durante le S.Messe.
Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, il regime inasprì ulteriormente le rappresaglie contro la Chiesa Cattolica, ma Von Galen non si fece intimidire. Nelle sue prediche continuò a tuonare contro Hitler ed il suo regime. Sia ben che la preoccupazione di Von Galen non era quella di difendere la democrazia liberale, ma i principi fondamentali della morale cristiana. Von Galen accusava infatti Hitler di follia omicida per essere il profeta di una ideologia che sopprimeva gli invalidi, i mutilati, i malati inguaribili (quanti casi Englaro!), che mandava a morte certa migliaia di poveri disgraziati in nome di un uomo nuovo, un sanguinario dio ariano venuta a salvare l’umanità impura e indegna di sopravvivere alle proprie debolezza. L’effetto delle sue prediche fu enorme e fece crescere la sua popolarità. Il suo indomito coraggio gli valse l’appellativo di “leone di Munster” e lo stesso Pacelli, divenuto Papa Pio XII non mancò mai di rinnovargli la propria stima ed il proprio affetto. I testi delle sue prediche vennero diffusi persino dagli stessi ebrei a riprova che la verità alla fin fine finisce per unire gli uomini di buona volontà indipendentemente dalla loro razza.
Nella sua Munster molti temevano per la sua vita perché il regime faticava a tollerare la sua presenza e la sua attività. La sua popolarità era però tale che persino Hitler esitava ad ordinare un intervento risolutore. Molti ufficiali lo avevano infatti ammonito che, nel caso di arresto o uccisione di Von Galen, l’intera Westfalia sarebbe stata militarmente persa nel senso che i suoi giovani si sarebbero rifiutati di continuare a combattere. Un rischio che Hitler non poteva permettersi di correre.
Peraltro quello che non osò il regime nazionalsocialista fu tentato dagli Alleati che mirarono, nel corso di uno degli attacchi aerei su Munster, sul Vescovado e sulla Cattedrale. Von Galen si salvò per miracolo rimanendo aggrappato ad una finestra dell’unico muro non crollato dell’edificio. Forse gli Alleati sapevano che il coraggioso Vescovo tedesco, fiero oppositore del regime nazional socialista non sarebbe stato tenero neppure con loro. Fu così infatti. Von Galen, da vero amante della giustizia, a guerra finita non mancò di lanciare i suoi strali anche contro i vincitori, responsabili di veri e propri crimini contro l’umanità, come gli stessi bombardamenti di Munster uno dei quali in particolare, il 10 ottobre 1943, fece centinaia di vittime innocenti tra le persone che avevano cercato scampo all’interno del Duomo. Munster fu bombardata ben 49 volte nel 1943 e 53 volte tra il 1944 e il 1945, su una cittadina di poco più di sessantamila abitanti vennero sganciate complessivamente 5.000 bombe dirompenti e 200.000 bombe incendiarie. Il 1 luglio 1945 Von Galen guidò un pellegrinaggio della popolazione da Munster al santuario di Telete, pronunciando una durissima omelia contro i crimini dei “liberatori” e scrisse una lettera a Pio XII dove denunciò nefandezze e soprusi ai danni della popolazione tedesca. Il 21 febbraio 1946 durante il Concistoro il leone di Munster venne nominato Cardinale, Papa Pio XII gli consegnò la porpora cardinalizia definendolo eroe. Tornò a Munster il 16 marzo, acclamato da cinquantamila fedeli, gli restavano ancora sei giorni di vita perché il successivo 22 marzo Clemens August Von Galen rese la sua intrepida anima a Dio. Giovanni Paolo II lo dichiarò “venerabile” il 20 dicembre 2003 ed esattamente un anno dopo riconobbe un miracolo attribuito alla sua intercessione. In seguito alla morte del Papa la beatificazione fu rinviata, per essere dunque celebrata in San Pietro il 9 ottobre 2005 sotto il pontificato di Benedetto XVI.

Fabio Pretari



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