L’uomo di oggi è totalmente incapace di commuoversi di fronte alle disgrazie altrui, ma diventa un inverecondo piagnone quando le difficoltà lo riguardano personalmente
Mi ricordo un episodio avvenuto quando ero ancora un ragazzino. In un piccolo circo, attendato vicino a Voghera vi fu un furioso incendio che distrusse buona parte del materiale necessario per gli spettacoli, compreso il tendone. Uomini e animali, messi nell’impossibilità di guadagnarsi da vivere con il loro duro lavoro, si trovarono di fronte letteralmente allo spettro della fame. Un giornale locale promosse allora una sottoscrizione per aiutare questa povera gente a rimettersi in piedi. Non appena riuscirono a raggranellare qualcosa -non erano tempi facili per la mia famiglia- mio papà e mia mamma si recarono presso la sede del giornale a portare la loro offerta, diecimila lire, una discreta sommetta per allora. Qui ebbero l’amara sorpresa di scoprire che quasi nessuno aveva ancora fatto delle offerte e che, fino ad allora, erano state raccolte poche centinaia di lire.
I tempi non sono cambiati. Alcuni giorni fa sui muri di Voghera è comparso un manifesto dell’Ente Nazionale Protezione Animali che narrava la tristissima storia di un cane, Mirko, tenuto per nove anni dentro ad un buco tra il fango e gli escrementi e nutrito soltanto con qualche saltuario avanzo. (Per inciso dirò che sarei personalmente favorevole a infilare nello stesso buco l’indegno proprietario ed a lasciarvelo anche solo per nove giorni, però senza mangiare e senza bere; se sopravvive buon per lui, se non sopravvive meglio per tutti perché di soggetti di questo genere non se ne sente affatto il bisogno). Tornando al nostro Mirko, la Protezione Animali spiegava nel manifesto che il cane, ora ricoverato nel canile municipale, aveva bisogno di analisi e cure per riprendersi dalle conseguenze delle terribili condizioni in cui era stato tenuto. Servivano pertanto quattrocento Euro che i volontari dell’ENPA chiedevano ai cittadini. “Quattrocento Euro per una popolazione di quarantamila abitanti, di cui almeno la metà si dichiarano amanti degli animali” mi sono detto tra me e me “è una cifra che verrà raccolta in poche ore”.
Sono passati alcuni giorni ed su un sito internet di notizie locali veniva rinnovato l’appello alla cittadinanza perché fino ad allora non era stata raggiunta neppure la metà della cifra necessaria. Ovviamente il giorno successivo mi sono recato presso la sede dell’ENPA ed ho versato i duecento Euro che mancavano ed oggi non sono sicuramente né più ricco né più povero di prima, sono solo deluso dal dover constatare l’insensibilità d’animo di troppi.
Purtroppo è una mutazione che ha subito l’uomo moderno (ovviamente fatte le debite e fortunatamente ancora frequenti eccezioni), divenuto duro di cuore di fronte alle disgrazie, grandi e piccole, che avvengono attorno a lui. Qualcuno dirà: ma quando in televisione si organizzano le grandi raccolte per Telethon o per l’Associazione della ricerca sul cancro girano cifre da capogiro. Certo, solo che quella non è generosità, è la voglia di essere protagonisti per un secondo. Non interessa sapere dove finiranno quei soldi, quello che conta è fare parte di quella schiera (secondo me di pirla) che viene incensata tra urla e gorgheggi dal presentatore di turno. I soldi che si versano servono a comprare una sensazione di notorietà, anche solo momentanea, e la sensibilità d’animo non conta nulla.
La riprova è che, quando non ci sono le luci delle telecamere, i cuori ed i borsellini non si aprono.
Va bè qualcuno potrà dire, questo significa che stiamo andando verso una società di uomini duri e insensibili. Veri e propri blocchi di granito su cui le emozioni scorrono senza lasciare traccia. Non è detto che sia per forza un male, verrebbe da pensare.
Si, se fosse vero.
In realtà proviamo a guardare le stesse persone che rimangono indifferenti di fronte ai problemi ed alle disgrazie altrui quando sono loro ad essere in difficoltà. E’ panico totale. Per un problema di lavoro, una incomprensione con la fidanzata, un attacco di emorroidi che impedisce il già programmato fine settimana al mare ci si deve rivolgere allo psicologo. Anzi sono proprio questi i soggetti che meno riescono a capacitarsi del perché le persone intorno a loro non si mostrano appassionatamente solidali con il loro dramma. “Ma come” mi sembra di sentirli tuonare “stavo spiegando al mio vicino di casa che la mia fidanzata probabilmente ha un altro, e questo mi viene a dire che i veri problemi sono altri, per esempio il suo carcinoma allo stomaco?!”, “Cosa sarà mai il suo carcinoma contro la mia delusione d’amore!?”
Uomini da poco, tutti concentrati su sé stessi, insensibili di fronte al prossimo. Tutto il contrario del Cavaliere medievale, abituato fin da piccolo ad essere tanto duro con sé stesso quando generoso e gentile con gli altri, in particolar modo con i più deboli e indifesi. Uomini da poco, che sanno piangere solo sulle proprie disgrazie, esattamente il contrario di come ci ha insegnato a fare Chi, affrontando la morte su una Croce, ha voluto caricare su di sé le sofferenze di tutto il mondo.
Mario Villani