venerdì 23 luglio 2010
Politica e economia
Stampa e propaganda
"Visto da destra - visto da sinistra" era un rubrica del vecchio Candido in cui si immaginavano i diversi titoli di giornale su un medesimo fatto. Talvolta la realtà supera la fantasia

Storicamente il popolo italiano, almeno dalle cicliche informazioni che ci propina mamma tv, è il meno propenso tra i popoli “civilizzati” alla lettura dei giornali quotidiani. Intellettuali e intellettualoidi compaiono nel bel mezzo dei programmi di “approfondimento culturale” stracciandosi le vesti sottolineando questa catastrofe nazionale che ci porta “in coda (con ampio distacco) a tutti i popoli europei per la percentuale di lettori dei quotidiani” ed auspicando che le nuove generazioni, il loro entusiasmo, la loro visione allargata, la facilità di accesso all’informazione, ci portino finalmente a ribaltare questa triste classifica o quantomeno a ridurre il gap che ci separa da tedeschi, olandesi eccetera portandoci a vergognarci di noi stessi al cospetto di elementi di queste acculturate ed aggiornate comunità e idealmente a rasentare i muri, sguardo a terra, di scali aerei internazionali.
Esistono tuttavia della situazioni nelle quali chi non fa (per pigrizia, ignoranza o altro) talvolta ci indovina, succede più spesso di quanto si pensi. Non sarà anche questo il caso? Se gli italiani (pigri e scarsi lettori di quotidiani, ormai è accertato) avessero ragione?
Certo, per criticare bisogna conoscere, questo è vero, ma se la lettura del quotidiano serve (come dovrebbe) semplicemente ad informare, senza troppe dietrologie e spirito critico, siamo sicuri che valga poi la pena di leggerli?
Per chiarirmi questo amletico dubbio mi sono preso la briga di cercare su diversi quotidiani della stessa giornata (ovvio), 14 luglio, un articolo che illustrasse lo stesso specifico fatto (ovvio).
Semplicemente dai titoli (che i pochi lettori di quotidiani nella maggior parte si limitano a leggere) è emersa una confusione informativa che spazia attraverso infinite sfumature informative dal BIANCO ABBAGLIANTE al NERO ASSOLUTO.
L’argomento (avevo detto specifico se no non vale, troppo generico) è il commento di Corrado Passera (C.E.O. di Intesa – Sanpaolo) al fondo di garanzia (anti-crack) prospettato da Alessandro Profumo (C.E.O. del Gruppo Unicredito), quindi non è argomento nel quale il giornalista debba mettere del suo, ma semplicemente deve riportare l’opinione del banchiere intervistato (attenzione però, il titolo è redazionale, non lo decide l’intervistato e qui…).
Lascio ai posteri le considerazioni sui titoli degli articoli.

CORRIERE DELLA SERA PAG. 27: FONDO ANTICRISI, BANCHIERI DIVISI LA CAUTELA DI PASSERA

IL TEMPO PAG. 23: PASSERA APRE AL FONDO ANTI CRAC DI PROFUMO

MILANO FINANZA PAG. 3: PASSERA FREDDINO SUL FONDO PROFUMO

IL SOLE 24 ORE PAG. 2: PASSERA:”SI AI FONDI DI GARANZIA”

LIBEROMERCATO PAG. 28: PASSERA CONTRO PROFUMO “NO AL FONDO ANTICRAC”

LA REPUBBLICA PAG. 25: PASSERA BOCCIA IL FONDO DI PROFUMO

Fabio Dalla Vedova



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