lunedì 12 luglio 2010
Cultura e società
Primi clamorosi riconoscimenti internazionali per la terapia Di Bella
Il dottor Giuseppe di Bella, che ringraziamo per le notizie gentilmente forniteci, è stato invitato a presentare il MDB ad una platea di tremila oncologi a Singapore.

E’ capitato sovente, negli ultimi cinquant’anni, che qualcuno dichiarasse di aver scoperto una cura miracolosa per il cancro. Mi ricordo che, quando ero ragazzino, andò per la maggiore un medico romano di nome, se la memoria non mi inganna, Aldo Vieri. Sosteneva di poter curare i tumori con un preparato di sua invenzione che, si seppe dopo, era composto di alcol, aceto e colchico, una sorte di zafferano selvatico. Dopo la bocciatura ufficiale della cura nessuno sentì più parlare del suo inventore. Altri dopo di lui non ebbero maggior fortuna: un poco di notorietà sui giornali, qualche polemica, sperimentazioni ufficiali più o meno serie ed alla fine l’oblio. Intendiamoci, non erano tutti ciarlatani, molti erano in buona fede e qualcuno potrebbe anche avere intuito qualcosa di utile. Lo stesso Vieri, per fare un esempio, utilizzava l’aceto e proprio recentemente alcuni studi avrebbero messo in evidenza, almeno "in vitro", la capacità del dicloroacetato di inibire la proliferazione cellulare di uno dei più terribili tumori cerebrali, il glioblastoma.
Nel loro complesso però queste presunte cure finirono per alimentare atroci illusioni per ammalati che, causa le loro condizioni, sono pronti ad aggrapparsi ad ogni più piccola speranza.
Qualcosa di completamente diverso sta avvenendo per il Metodo Di Bella, qualcosa che dovrebbe far riflettere coloro che, troppo sbrigativamente, lo hanno classificato come “inefficace” pur avendo sotto il naso cartelle cliniche (chissà mai se le hanno lette!) di pazienti con una remissione stabile del male dopo mesi ed anni di questa terapia.
Infatti, a distanza di oltre un decennio dalla farsesca sperimentazione “ufficiale” che ne ha decretato l’inefficacia, il numero di ammalati che ricorrono al MDB è in costante aumento, come pure è in aumento il numero di medici che accettano (non senza rischi professionali e talvolta anche giudiziari) di applicarla ai loro pazienti. Per la prima volta poi alcune autorevoli riviste internazionali hanno segnalato nel 2009 alcuni casi di neoplasie totalmente e stabilmente risolte con il solo Metodo Di Bella senza ricorso a chemio o radioterapia.
E così è arrivato il primo clamoroso riconoscimento internazionale.
Nel mese di marzo di quest’anno gli organizzatori del 3° Congresso Mondiale di Oncologia hanno inviato al dottor Giuseppe di Bella (figlio del compianto Professor Luigi Di Bella, scopritore della terapia) la richiesta di presentare una relazione destinata ad essere esaminata da un comitato scientifico (composto da eminenti ricercatori tra cui il premio Nobel 1977 Andrew Shally). La relazione è stata accettata, vale a dire ne sono stati riconosciuti i fondamenti razionali e scientifici, e così il dottor Di Bella è stato invitato a Singapore per presentarla ad una platea composta da tremila tra i più autorevoli oncologi di tutto il mondo, cosa che è avvenuta nel mese di giugno (no, non cercate la notizia sui giornali, non sono mica queste le cose che contano e poi, scusate, l‘Italia non era ancora stata buttata fuori dai Mondiali quindi c‘era ben altro a cui interessarsi…).
Nessuno dei presenti al congresso ha voluto o potuto confutare le tesi esposte dal dottor Di Bella anche perché corroborate da un voluminoso dossier di oltre 500 casi di pazienti che grazie al MDB hanno avuto remissioni durature e talvolta definitive di tumori.
Numerose ed interessanti anche le altre relazioni che hanno fatto una vera e propria fotografia dello “stato dell’arte” in campo oncologico. Purtroppo non è emerso un quadro esaltante. Malgrado le periodiche apparizioni televisive di un Veronesi sprizzante ottimismo da tutti i pori, nella cura dei tumori i progressi sono più apparenti che reali. E’ ormai fin troppo evidente che la ricerca di nuovi farmaci non ha lo scopo di guarire gli ammalati, ma solo di arricchire le multinazionali farmaceutiche. Prendiamo una classe di farmaci antitumorali che oggi “va particolarmente di moda”: gli anticorpi monoclonali. Vengono presentati come “farmaci intelligenti” in grado di combattere i tumori senza i devastanti effetti collaterali della chemioterapia. Sui risultati si glissa. Semplicemente perché non ci sono. Solo per fare un esempio riportiamo l’esito di uno studio clinico del 2009 sull’impiego di uno di questi anticorpi monoclonali, il bevacizumab (nome commerciale Avastin), nella terapia del tumore ai polmoni di tipo adenocarcinoma. A tre gruppi di pazienti sono state somministrate rispettivamente: solo chemioterapia classica (cisplatino più gemcitabiana), chemioterapia più bevacizumab a bassi dosaggi, chemioterapia più bevacizumab ad alti dosaggi. Il primo gruppo ha avuto una sopravvivenza libera da progressione di malattia di 6,1 mesi; il secondo gruppo di 6,7 mesi ed il terzo di 6,5 mesi. In altri termini il vantaggio terapeutico è espresso addirittura in frazione di mese cioè in giorni! Questo non impedisce a Medfocus.it (da dove ho tratto i dati) di dire che “…la combinazione di bevacizumab con cisplatino e gemcitabina migliora significativamente la sopravvivenza libera da progressione” Il buon Totò esploderebbe in un incontenibile “ma mi faccia il piacere!”.
La ragione di questa situazione di impasse sta, secondo il dottor Di Bella, in ricerche ristrette ad un passaggio circoscritto della crescita tumorale, ad un singolo fattore da inibire, ad una singola via di segnalazione della proliferazione tumorale da bloccare. Manca completamente ancora una visione d’insieme del problema, manca la consapevolezza che il tumore deve essere aggredito contemporaneamente su più fronti. In primo luogo spegnendo l’interruttore generale (l‘ormone della crescita) e inibendo gli altri fattori di crescita, poi impedendo le mutazioni che selezionano cellule tumorali sempre più resistenti e aggressive ed infine aiutando lo stesso organismo a combattere il male. E’ quello che tenta di fare la terapia Di Bella. I risultati dimostrano che, se non sempre, in molti casi vi riesce. A quando la riabilitazione postuma del Professore?

Mario Villani



domenica 18 luglio 2010
Ho letto con attenzione il suo articolo che trovo estremamente corretto. Sono un caro amico del compianto dott.Aldo Vieri che conoscevo perfettamente e che spesso frequentavo con mio sommo piacere. Conoscevo molto bene i suoi numerosissimi successi e anche le sue difficolta' nell'applicare la sua Terapia che, senza fare del facile vittimismo, veniva boicottata dai potentati Medico-Farmaceutici con la complicita' di politici di rango come fu il ministro Mariotti che si pensava fosse un socialista, mentre invece, negli anni ottanta, venne annoverato tra i Piduisti che erano allora, come oggi, la feccia dell'umanita'. Ho scritto, un paio di anni or sono anche al Prof. Veronesi, per chiedere la riabilitazione dell'amico e scienziato Aldo Vieri e di tutti gli oncologi alternativi boicottati dalla medicina ufficiale. Il prof.Veronesi, pur apprezzando le qualita'scientifiche dell'amico Vieri, rimandava alla storia i giusti meriti dell'onesto ricercatore. Sono anni ed anni che mi batto a favore di Vieri, non solo per un dovere affettivo, ma per gli indiscutibili risultati ottenuti come hanno sempre testimoniato veri suoi pazienti anzichè medici corrotti. Inoltre le recenti ricerche fatte in Canada' sul Glioblastoma, confermano quanto diceva l'amico Vieri allorchè parlavo con lui. Ricordo perfettamente le sue belle e oneste spiegazioni di oltre quarant'anni fa come se le avesse raccontate ieri mattina. Lui, l'amico Vieri era un vero amante del genere umano. Lo conoscevo proprio bene.

domenica 18 luglio 2010
Ho letto con attenzione il suo articolo che trovo estremamente corretto. Sono un caro amico del compianto dott.Aldo Vieri che conoscevo perfettamente e che spesso frequentavo con mio sommo piacere. Conoscevo molto bene i suoi numerosissimi successi e anche le sue difficolta' nell'applicare la sua Terapia che, senza fare del facile vittimismo, veniva boicottata dai potentati Medico-Farmaceutici con la complicita' di politici di rango come fu il ministro Mariotti che si pensava fosse un socialista, mentre invece, negli anni ottanta, venne annoverato tra i Piduisti che erano allora, come oggi, la feccia dell'umanita'. Ho scritto, un paio di anni or sono anche al Prof. Veronesi, per chiedere la riabilitazione dell'amico e scienziato Aldo Vieri e di tutti gli oncologi alternativi boicottati dalla medicina ufficiale. Il prof.Veronesi, pur apprezzando le qualita'scientifiche dell'amico Vieri, rimandava alla storia i giusti meriti dell'onesto ricercatore. Sono anni ed anni che mi batto a favore di Vieri, non solo per un dovere affettivo, ma per gli indiscutibili risultati ottenuti come hanno sempre testimoniato veri suoi pazienti anzichè medici corrotti. Inoltre le recenti ricerche fatte in Canada' sul Glioblastoma, confermano quanto diceva l'amico Vieri allorchè parlavo con lui. Ricordo perfettamente le sue belle e oneste spiegazioni di oltre quarant'anni fa come se le avesse raccontate ieri mattina. Lui, l'amico Vieri era un vero amante del genere umano. Lo conoscevo proprio bene. Giuseppe Parascandolo

Indirizzo email: info@appunti.ru

Contatore visite: 1.075.426