lunedì 28 giugno 2010
Religione
La sfortuna o il diavolo?
…ai lettori giudicare, io mi limito solo a raccontare alcuni fatti

Alcuni giorni fa, navigando su siti cattolici, mi sono imbattuto in un forum dove si discuteva di un libro intitolato: “Conosci il tuo nemico?”. Si tratta di un libretto scritto da alcuni collaboratori di una parrocchia del sud Italia, con la collaborazione di un esorcista, su un argomento certo non tranquillizzante. Il testo parla infatti delle manifestazioni con cui Satana fa sentire la sua presenza nella società contemporanea, dai film di Harry Potter alla festa di Halloween. Benchè non sia un cultore di simili argomenti, che lascio volentieri a persone teologicamente e spiritualmente più preparate di me, mi sono lasciato incuriosire e ne ho ordinato una copia tramite email. Non mi sono curato più di tanto dell’avvertimento degli autori, i quali raccontavano come molti di coloro che avevano collaborato alla stesura del libro o semplicemente l’avessero letto fossero incorsi in disavventure come incendi del computer, strane telefonate minatorie o altro.
Forse sarebbe stato meglio se invece quell’avvertimento l’avessi meditato un pochino di più…
Il primo fatto misterioso mi è successo la sera stessa in cui ho ordinato il libro. Arrivato a casa sono entrato nella mia camera da letto ed ho visto per terra un libro della mia biblioteca. La mia gattina l’aveva scelto tra altri cento e dopo averlo estratto dallo scaffale lo aveva aperto e graffiato. Indovinate l’argomento del libro? Si trattava dell’unico, ripeto unico, testo in mio possesso -in quanto ereditato da un mio zio prete- che tratti dell’argomento del satanismo ai nostri giorni. Vale a dire dello stesso argomento del libro che avevo appena ordinato. Era inoltre la prima volta che il felino, che funge ormai da padrone di casa, si interessava alle mie letture. Ho rapidamente fatto un calcolo di quante probabilità ci fossero che l’episodio fosse casuale ed ho concluso che quella notte avrei dormito con il Rosario a portato di mano. A titolo di maggiore sicurezza ho messo nel cassetto vicino al letto anche la mia rivoltella a tamburo (sono in possesso di regolare porto d’armi).
Scelta incauta (almeno quella della rivoltella).
La sera dopo, infatti, sono andato al poligono di tiro di Alessandria con la rivoltella di cui sopra che, guarda caso, si è letteralmente disfatta tra le mie mani mentre tentavo di caricarla. Preciso che l’arma è (o era) di buona marca e praticamente nuova in quanto non aveva sparato neppure un centinaio di colpi.
Dopo pochi giorni il libro mi è arrivato. L’ho rapidamente sfogliato e mi è sembrato, a parte qualche ingenuità, non privo di spunti interessanti. Mi sono quindi accostato al computer per inviare una e-mail di ringraziamento agli autori. Lo schermo però è rimasto implacabilmente buio malgrado tutti i miei disperati tentativi di accendere e spegnere il malefico apparecchio. Anche il computer è kaputt, esattamente come la rivoltella e proprio nel momento in cui mi accingevo a scrivere agli autori del testo, privandomi tra l‘altro del mio strumento di lavoro. Un’altra coincidenza naturalmente, siamo uomini positivi e razionali, mica possiamo credere che il Diavolo faccia certi scherzi vero?
La sera dopo riunione del nostro gruppo. Parlo del libretto e propongo di leggerlo durante gli incontri settimanali che consistono, per chi non ci conoscesse, proprio nella lettura commentata di un testo oltre che nell‘organizzazione dell‘attività.
Malgrado avessi raccontato anche gli strani episodi che avevano accompagnato l’arrivo del libretto, gli altri componenti del gruppo, mostrando un incredibile sprezzo del pericolo, accettano, mannaggia a loro!, la mia proposta.
Il giorno dopo, precisamente giovedì 23 giugno alle ore 14, mi arriva una telefonata da casa. “Avvocato, guardi che la cercano perché dall’appartamento in cui fate le riunioni esce del fumo”.
Mi precipito verso la sede -di cui solo io ho le chiavi- dove trovo Claudio Pretari (proprietario dell’immobile) in attesa dei Vigili del Fuoco. Sul posto sono già presenti i Carabinieri che stanno facendo sgomberare l’intera palazzina, in quanto il fumo che esce dalla finestra della stanza dove teniamo le riunioni è denso e minaccioso. Finalmente arrivano i Pompieri che iniziano a gettare acqua nella nostra sede attraverso la finestra. Poi entrano. Tutti ci aspettiamo che si sia trattato di un corto circuito - l’impianto elettrico è alquanto vetusto-, ma non è così. Il fuoco si è sviluppato nella libreria, dove non c’è alcuna fonte di calore ed ha divorato tutti i nostri libri rendendo inagibile la sede.
Tutto questo è accaduto prima ancora che iniziassimo a leggere il famigerato libretto. Cosa succederà dopo? Non nascondo la mia preoccupazione perché, inagibile la sede, penso che terremo le riunioni a casa mia. Sono destinato a diventare nel prossimo futuro un senza tetto?

Mario Villani



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