Gli attacchi al Papa per la questione dei preti pedofili devono essere inquadrati nella plurisecolare lotta contro la Chiesa
Qualche giorno fa mia figlia, che non ha ancora otto anni, mi ha incuriosito con una domanda abbastanza strana; mi ha chiesto infatti se avevo un amico scienziato. Avrei voluto liquidare la cosa dicendole che, per gente intelligente come noi, certe amicizie erano inutili e superflue, ma, incuriosito, le chiesi perchè le interessasse. Mi ha risposto che voleva sapere se era possibile costruire una macchina da collegare al televisore per entrare a giocare coi personaggi dei cartoni animati. Buon Dio, sono rimasto di sasso, di slancio le ho detto che il mondo reale è mille volte meglio di quello della fantasia, e che scoprirlo piano piano è la più grande magia, ma poi mi sono fermato. Purtroppo stavo parlando del mondo della mia infanzia, un mondo che non c'è più, e quello di oggi più che incantare può spaventare.Da bambino entrare nei cartoni animati sarebbe stato l'ultimo dei miei desideri; quando tornavo da scuola mi ricordo che alla televisione i programmi per bambini erano terribili. Il più desolante era "Gustavo", un cartone ungherese di una tristezza infinita, con una musica di sottofondo sempre uguale, monotona come la vita del protagonista. Per fortuna la permanenza tra le mura domestiche si limitava a tempi brevissimi, l'ultimo boccone scendeva in gola quando già si era sulle scale, inseguito dalla voce di mio padre o di mia madre:" Dove stai andando? A che ora torni? Con chi vai?" Tre parole d'ordine dette più per abitudine che per vera preoccupazione. Cosa mai poteva succedere allora? Nella peggiore delle ipotesi si tornava a casa sporchi come degli spazzacamini, con qualche escoriazione e qualche rammendo da fare, normali conseguenze di una giornata passata a giocare a pallone in qualche campetto cittadino, con le inevitabili cadute e litigate fra bambini. C'era però un posto dove il nostro divertimento si univa magicamente alla tranquillità dei genitori, ed era l'oratorio. Quando dicevi" vado all'oratorio" regalavi loro una giornata di serenità, ed anche per me sono stati momenti bellissimi: il bigliardino, i tornei di calcio, il cinema, cose semplici, niente in confronto a quello che hanno a disposizione i bambini di oggi, ma meravigliosi nell'atmosfera di un luogo che ha fatto crescere la mia generazione in un ambiente sano. Artefici di questa impresa parroci e curati che per noi sono stati maestri e compagni di giochi, che ci hanno voluto bene come secondi genitori. L'estate scorsa ho rivisto per caso un sacerdote che era stato curato nella mia parrocchia quarant'anni fa; è rimasto piacevolmente stupito che l'avessi riconosciuto dopo così tanto tempo. E come dimenticarsene, era invecchiato, come sono invecchiato io, ma sempre uguale, con quel viso simpatico da persona sempre aperta e disponibile. Sembrerà strano, ma in tutti gli anni trascorsi all'oratorio nè io nè i miei amici siamo stati molestati o abusati da nessuno, anzi, un pò di riconoscenza la dobbiamo a queste persone che ci hanno accompagnati nel nostro cammino verso il mondo dei grandi: Ci hanno messo nel cuore quella fede e quei valori che la Chiesa tramanda da secoli e che per noi Cristiani sono fondamentali. Nell'età dell'adolescenza si fanno mille sbagli, da adulti anche di più, ma l'insegnamento che ci hanno dato ci hanno aiutato in ogni momento a ritornare sulla retta via. Grazie dunque ai nostri sacerdoti, per quello che hanno fatto per noi e per quello che fanno oggi per i nostri figli, e se fra loro ce ne sono alcuni che si macchiano di colpe orrende ciò non intacca minimamente l'operato di tutti gli altri. Non voglio scusare i sacerdoti che si sono resi colpevoli di reati di pedofilia, anzi, sono convinto che il loro status renda questi crimini ancora più gravi e che le condanne debbano essere, di conseguenza, più severe. Ma mai mi sognerei di accusare la Chiesa Cattolica di essere una fucina di pedofili o quantomeno di coprirne i misfatti; per sostenere simili tesi bisogna essere profondamente ignoranti, o essere in malafede, o essere guidati da un odio profondo. La Chiesa non è nuova a simili attacchi: non si era ancora costituita che già all'interno aveva i primi eretici, e via via nel corso della storia ha subito ripetuti attacchi, che il professor De Oliveira nel suo "Rivoluzione e Controrivoluzione" ha magistralmente indicato principalmente nella riforma protestante, nella Rivoluzione Francese e nella rivoluzione bolscevica, quest'ultima,come tutti ben sapete, figlia dell'ideologia socialcomunista. Spostato l'attacco dal piano politico a quello dei valori, come non vedere i continuatori degli antichi rivoluzionari in tutti quei personaggi che al giorno d'oggi si fanno paladini di ideologie di morte quali aborto ed eutanasia, per esempio?Oppure di tutti quei comportamenti e modelli di vita che si pongono in antitesi al diritto naturale quando non addirittura al buonsenso? E' incredibile poi vedere come in questi attacchi alla Chiesa ed al Santo Padre si coalizzino movimenti di varia natura apparentemente slegati e lontani tra loro, ma evidentemente diretti dalla medesima Mente.La polemica dunque sui preti pedofili è solo un episodio, il più recente ma non l'ultimo, di una storia secolare di odio nei confronti di Dio, portato sull'istituzione preposta alla diffusione del suo messaggio d'amore, la Chiesa Cattolica.Il bersaglio specifico sembra essere attualmente il Santo Padre, di cui si vogliono intaccare rispettabilità ed autorevolezza. Da Cristiano mi stringo a Lui e penso di poter parlare a nome di tutti noi:"Dominus conservet Eum, et vivificet Eum, et beatum faciat Eum in terra, et non tradat Eum in animam inimicorum Eius".
Claudio Pretari