lunedì 19 luglio 2021
Cultura e società
Obbligo Vaccinale
Tira una brutta aria... prima ne parlano, ne riparlano, poi improvvisamente succede. E dopo è tardi.

Quando si parla insistentemente di qualcosa di nuovo dal punto di vista normativo, se ne dibatte, ci si litiga sopra, qualcuno sostiene la novità, la propugna, altri instillano dubbi, qualcuno si scandalizza, alza gli scudi, rifiuta sdegnato. Da ambo le parti le argomentazioni sono in sostanza sempre le stesse ma con mille variabili e sfaccettature. Tutto questo dibattere, al di là della buona fede degli oratori, peraltro da verificare, ha un suo scopo specifico. Abituare il corpo sociale all'idea (niente di nuovo, solo pubblicità). Tanti si convincono talvolta per i motivi più strani e assurdi, altri si annoiano, si stufano, non capiscono, i resistenti perdono forza e motivazione. In altre parole si rassegnano.

Solo ieri sera in una delle tante, troppe, trasmissioni televisive si dibatteva sulla necessità di introdurre l'obbligo della cosiddetta vaccinazione contro il covid 19, da notare che nessuno dei pretesi esperti invitati era contrario, tutti favorevoli a diversi livelli di coinvolgimento sociale, di tempi, di modi. Chi sosteneva la necessità dell'obbligo vaccinale per gli studenti e i professori prima dell'inizio della scuola, chi invocava divieti di accessi nei più svariati esercizi per chi non fosse vaccinato, chi diceva che la doppia dose è meglio ma alla fine anche una può bastare eccetera. Tutta questa ridda di opinioni potrebbe dare all'amico ascoltatore (Mike perdonami) l'impressione che esista una pluralità di informazione. Così non è, tutti gli invitati erano favorevoli all'introduzione dell'obbligo legale della vaccinazione.

Non ho la pretesa di addentrarmi in specifiche analisi legali sulla liceità dell'introduzione dell'obbligo di vaccinazione contro il covid, lascio l'esame ai principi del foro, vero è che altri vaccini sono stati resi obbligatori per legge ma altrettanto vero è che erano vaccini diversi da questo e anche qui devo lasciare la parola a qualcuno più ferrato di me nello spiegare la differenza tra un vaccino e una terapia genica o nell'analizzare i tempi e i modi in cui è stata effettuata la sperimentazione; in rete gli interventi non si contano, da quelli del premio Nobel Luc Montagnier a quelli della dott.ssa Loretta Bolgan.

La recente dichiarazione del presidente francese Macron circa l'opportunità di instaurare l'obbligo vaccinale anti covid per tutti i francesi ha avuto come abbiamo visto reazioni di dissenso generalizzato sfociate in manifestazioni importanti in tutte le città francesi, per contro, l'annunciato divieto in vigore dal primo agosto di accedere a luoghi di cultura, bar, ristoranti e trasporti a lunga distanza per i cittadini di età superiore a 12 anni sprovvisti di greenpass ha spinto in poche ore circa 2 milioni di francesi a prenotare la vaccinazione.

Qui da noi hanno cominciato con le forze dell'ordine e proseguito con i sanitari pubblici e privati che sono obbligati a vaccinarsi pena la sospensione senza stipendio per i pubblici e il divieto di lavorare per i privati. Intanto hanno misurato la reazione, che peraltro non è mancata col ricorso al TAR di circa 500 sanitari che considerano l'obbligo vaccinale anticostituzionale. Reazione sottodimensionata ma pur sempre reazione. Intanto se ne parlerà dopo l'estate e per adesso te ne stai a casa. I prossimi saranno gli insegnanti? Divide et impera. Come sempre spezzare la reazione in tanti piccoli episodi dilazionati nel tempo, annacquare il dissenso è sempre stata una strategia vincente dei regimi totalitari o aspiranti tali.

Certo è che tra il ruolo svolto dai media di regime, prima fra tutte ovviamente la televisione, che ancora la fa da padrone nel formare l'opinione pubblica della maggior parte delle persone, coi suoi onnipresenti virologi da avanspettacolo, i suoi pagliacceschi tuttologi sempre pronti a sparare sciocchezze senza avere la benché minima preparazione sull'argomento trattato, quello della rete dove apparentemente (a saper cercare) esiste una maggior libertà di informazione (a patto di tralasciare i social che sono diventati il prototipo della censura) e i titoloni ad effetto dei giornali, il povero cittadino, bombardato da fake news, da annunci di catastrofi sanitarie da parte dell’OMS, da quelli che hanno la pretesa di smascherare le fake news, dai pareri contrastanti dei sanitari a cominciare dai medici di base per finire coi luminari, dire che è disorientato è ancora poco... non sa proprio da che parte girarsi.

Bisogna aggiungere che purtroppo, per motivi facilmente intuibili… sempre più spesso i medici sono restii a segnalare, come dovrebbero, eventuali eventi avversi al vaccino e chi si ostina a farlo riceve dalle case farmaceutiche delle mail contenenti questionari o richieste di chiarimenti… A buon intenditor... per cui è lecito supporre che gli eventi avversi siano molto più numerosi di quelli dei quali si viene a conoscenza.

In una fase come questa, caratterizzata da disinformazione generalizzata, campagna pubblicitaria pro vaccino a tappeto, variante delta che viene sbandierata come uno spauracchio ma nella vita reale non si percepisce, moltiplicazione di epigrafi di persone tra i 50 e i 60 anni in salute improvvisamente mancate (dato questo onestamente ricavato su un campione territoriale limitato) anche pensare di rendere obbligatoria la somministrazione di un siero sulla cui efficacia e utilità gli stessi promotori sono a dir poco dubbiosi mi sembra onestamente un atto criminale. Il tempo dell'opposizione e adesso, dopo sarà tardi…”Sa… c’è la legge…”

Fabio Dalla Vedova.

 




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