giovedì 9 luglio 2020
Religione
Santi politicamente scorretti … come tutti Santi
Santi Vichinghi o Variaghi, nella versione orientale, che oggi non è politicamente corretto ricordare.

Il Mese di luglio ci offre il ricordo di numerosi santi “militari” a cominciare da Santiago Matamoros apparso a fianco di Re Ramiro I nella battaglia di Clavijo, nelle Asturie, a guidare le armate cristiane alla vittoria in una delle prime battaglie della Reconquista della Spagna invasa dai Mori, che si festeggia il 25 luglio nella cornice suggestiva di Santiago di Compostela. Ma i personaggi Santi che ci accingiamo a ricordare sono di molto più “scorretti politicamente” perché grandi sovrani e guerrieri Vichinghi, se il loro dominio si affacciava sul mare del Nord, o Variaghi se correva lungo i fiumi della Rus. Il destino di questi Santi si incrocia, intorno all’anno 1000 dell’era Cristiana. Quell’anno in cui, una pubblicistica settaria, dettata dalle logge “illuministe” del 18° secolo, racconta di masse ignoranti tremebonde per l’imminente fine del mondo, e che invece correva inconsapevole persino del millennio con le consuete e banali preoccupazioni di un tempo duro e difficile ma pieno di prospettive dovute proprio al diffondersi in tutta l’Europa del regno di Cristo.

Il primo di questi Santi si festeggia il 15 di luglio ed è Vladimir Principe  di Kiev. Era nipote di Santa Olga principessa Vichinga, o Variaga, come venivano chiamati i guerrieri normanni che invece del mare scorrevano i fiumi del bassopiano sarmatic0. Alla morte del padre Sviatoslav, assassinato, divenne principe di Novgorod mentre il fratello Jaropolk diveniva principe di Kiev. Ben presto si trovò in guerra con il fratello e lo sconfisse riunendo così i due principati. Al contrario di Jaropolk, che proteggeva i cristiani, Vladimir era pagano ed ostile al cristianesimo  Avvenne che Basilio II, imperatore di Bisanzio, subisse una pesante sconfitta ad opera dei Bulgari e chiedesse aiuto a Vladimiro ed offrisse in cambio la Mano di sua figlia, la principessa Anna, purché questi si facesse cristiano. Vladimiro intervenne e salvò l’impero ed ottenne, manu militari, che Basilio ottemperasse alle sue promesse. Andato sposo ad Anna il principe della Rus riunita prese molto sul serio la sua conversione abbattendo i templi e gli idoli pagani e dando luogo ai battesimi di massa a cui  tutti i popoli che gli erano sottoposti aderirono in segno di stima e fedeltà al loro sovrano. Vladimiro prese contatti con Roma e importò icone da Bisanzio e libri liturgici in Cirillico con cui diffondere la nuova fede, intraprese relazioni diplomatiche con Santo Stefano Re d’Ungheria e con Olaf di Norvegia. Mori santamente a 55 anni nel 1015. La sua vita da cristiano fu costellata di amarezze perché l’amatissima moglie Anna morì molto presto e due dei suoi figli, avuti dalle numerose mogli che da pagano poligamo aveva avuto, gli si ribellarono, forse questo fu il suo purgatorio in terra per gli eccessi che nei suoi anni da pagano lo avevano contraddistinto. Dalla principessa Anna Vladimir aveva avuto tre figli Boris, Galeb e Jaroslav, e altri 9 dalle mogli precedenti. Aveva stabilito che la Rus venisse divisa tra tutti i suoi discendenti ma Sviatopolk che aveva ricevuto il principato di Kiev decise, in spregio alla volontà del padre, di regnare da solo e per questo di eliminare tutti i suoi fratelli. Boris era principe di Rostov e stava combattendo sul fronte orientale contro popolazioni ribelli sulla costa del Mar Nero quando venne raggiunto dai scari del suo fratellastro e si lascio uccidere in onore alla volontà del padre che non voleva che un fratello si ergesse contro un altro. Quando suo fratello Jaroslav sconfisse Sviatopolk riunendo il regno della Rus di Kiev diede vita alla memoria di Boris come Santo martire che da allora viene ricordato il 24 di luglio e ed patrono della città di Mosca. L’ultimo di questi santi guerrieri, la cui vita si intreccia con quella dei santi Variaghi è Re Olaf di Norvegia festeggiato il 29 luglio. Olaf Haraldsson era un pirata vichingo. Durante una scorreria in Inghilterra si fece cristiano e iniziò così il suo cammino verso la santità. Il trono di Norvegia in sua assenza era caduto nelle mani dell’usurpatore Hakon. Olaf scommise col fratello Harald che il primo che fosse riuscito ad approdare in Norvegia sarebbe diventato re e arrivò per primo non ostante la sua nave fosse più lenta. Attribuì la vittoria alla potenza del suo nuovo Dio, Harald era pagano, e riconquistato il trono fece affluire dall’Inghilterra preti e monaci Cristiani per evangelizzare il suo popolo. La Ribellione dei potentati pagani non si fece attendere e Olaf dovette rifugiarsi presso suo cognato Jaroslav principe di Kiev il figlio di San Vladimiro. Da Kiev tornò per riprendersi il regno ma cadde in battaglia nel 1030. Presto la sua tomba divenne meta di pellegrinaggi e il 29 luglio divenne una grande festa sino a quando i protestanti non dispersero le sue reliquie. Oggi in Norvegia questa data è ritornata ad essere festa nazionale in quanto San Olaf viene riconosciuto come fondatore della nazione norvegese.

Oggi, in una temperie Cattolica in cui non solo si rifiuta di impugnare un’arma in difesa della propria fede ma si sente come errato anche solo affermare che è l’unica Vera Fede, ricordare questi santi che affollano, assieme ad altri dello stesso carisma, il calendario di luglio, ci sembra doveroso in ossequio anche alle parole di San Paolo: “Il Paradiso è dei violenti che lo afferrano.

Massimo Granata

 




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