lunedì 27 gennaio 2020
Esteri
Americani brava gente...
...ma non sempre

 



 



 



 



 



 



Nel 2013 Vladimir Putin, commentando le minacce dell'allora presidente americano Barak Obama di intervenire unilateralmente in Siria, osservò: "E' pericolosissimo incoraggiare un popolo a considerarsi come un'eccezione, quale che sia la motivazione".

Nel dopoguerra in Europa e, soprattutto, in Italia si è costruita l'immagine, il mito degli Usa come eroici liberatori dal giogo nazifascista. Animati da alti valori morali e civili attraversarono l'Atlantico per riportare la libertà e la democrazia nell'Europa devastata da una guerra scatenata da feroci tiranni animati da un'ideologia disumana. Dopo la vittoria, con ingenti risorse finanziarie e materiali, aiutarono le nazioni dell'Europa occidentale a risollevarsi dalle precarie condizione economiche e sociali postbelliche. Vero, verissimo ma? Ma poi sono rimasti e ci hanno occupati militarmente, e lo siamo ancora oggi a 75 anni dalla pace; solo in Italia vi sono oltre cento basi Usa, alcune dotate di armi nucleari. Quindi gli eroici liberatori sono divenuti i benevoli, umanitari e benvenuti guardiani della "democrazia" che ci proteggevano dal pericolo sovietico. Il pericolo sovietico non c'è più da 30 anni ma in Europa le basi sono rimaste e, "stranamente", sono pure aumentate infatti, gli Usa ne hanno costruite di nuove anche nei paesi dell'est europeo. Dunque perchè tutto questo dispiegamento di forze? C'entrano qualcosa il diritto internazionale, i valori umanitari, la democrazia, la libertà etc. etc.? Forse è il caso di rivedere l'immagine, il mito degli Usa costruito da agiografie cinematografiche o da quello che raccontano i libri di storia nelle scuole. La storia degli Usa, per quanto breve, è zeppa di soprusi, di omicidi, di violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale. Anche durante la seconda guerra mondiale, che li ha resi i mitici liberatori, hanno metodicamente violato le convenzioni internazionali. Non hanno esitato a bombardare scientemente quartieri residenziali o scuole; eseguivano voli radenti per mitragliare civili inermi, hanno effettuato un bombardamento al fosforo su un obiettivo strategicamente inutile come la città di Dresda, bruciando vivi 300.000 civili; lanciavano mine antiuomo nei campi per mutilare gli agricoltori. Dopo la fine della guerra hanno ignorato la Convenzione di Ginevra, riducendo alla fame due milioni di prigioneri. Dunque gli Usa baluardo della libertà, della democrazia, dei diritti umani e del diritto internazionale? Non proprio; come spiegò bene l'accademico americano Allan Bloom nel suo libro "La chiusura della mente americana", la loro politica e la loro cultura accademica non sono guidate dall'etica, dagli ideali di giustizia, eguaglianza, libertà, democrazia. Essi sono la potenza egemone, custode ed esecutrice di interessi finanziari impersonali, e prettamente amorale (non immorale). Quindi la loro condotta è obbligata dalla posizione che occupano nel sistema globale, dal loro deficit commerciale e di bilancio, dal profluvio di dollari e T-bonds che hanno riversato nel mondo, e che richiede la forza delle armi per essere gestito. Dunque per evitare che il dollaro e i loro T-bonds divengano carta straccia, gli Usa hanno sempre più necessità di conquistare le risorse di altri paesi, e per raggiungere i loro obiettivi tutto è lecito; daltronde loro sono la potenza egemone e hanno quello che veramente conta negli equilibri mondiali, alla faccia del diritto internazionale, della democrazia, dei diritti umani etc. etc. La lista di nefandezze commesse dagli Usa nel secondo dopoguerra è molto eloquente; dunque se loro reputano opportuno assassinare un importante personaggio di uno stato estero non belligerante come il generale iraniano Qasem Soleimani lo si dichiara terrorista e lo si uccide punto e basta. Non ci si può opporre ai guardiani della libertà, della democrazia, dei diritti umani etc. etc. Sicuramente non può opporvisi l'Europa dei banchieri; imbelle e ottusa capace solo di incravattare i suoi membri più deboli.

Urbano De Siato

  




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