giovedì 30 settembre 2010
Politica e economia
La fine dell’Europa ?
Nel volgere di pochi anni, con l’attuale tasso di crescita degli immigrati, i popoli europei diventeranno minoranze in casa propria. Siamo al compimento di un progetto?

Due avvenimenti recenti, tra loro non correlati, hanno evidenziato, oltre ogni nauseante ideologia buonista, l'enorme problema dell'immigrazione nelle nazioni dell'Europa occidentale: la pubblicazione in Germania ad opera di un importante economista di sinistra di un libro dal titolo molto eloquente: "La Germania si autoliquida" e la decisione del governo Francese di smantellare i campi illegali dei rom e dare seguito al rimpatrio dei medesimi.
Il libro pubblicato da Thilo Sarrazin, componente del consiglio direttivo della Bundesbank, ha provocato una pletora di reazioni più o meno composte da parte di rappresentanti politici ed istituzionali a causa delle tesi da egli sostenute riguardanti la presenza sempre più considerevole di immigrati islamici in Germania. Ma cosa ha detto di cosi ecclatante Sarrazin nel suo libro?
L'economista ha sostenuto che la Germania rischia un declino strutturale, in termini sociali ed economici, a causa di un'eccessiva presenza di immigrati musulmani di origine prevalentemente turca ed araba. Costoro manifestano una scarsa propensione ad integrarsi; generalmente non imparano a dovere la lingua tedesca, vivono soprattutto alle spalle dello Stato approfittando dei benefici dell'assistenza sociale e persistendo in usanze e costumi non consoni ai valori di una moderna democrazia occidentale.
Il tasso di natalità delle famiglie musulmane darà luogo, in un prossimo futuro, ad un forte squilibrio nella popolazione tedesca. La qualità dell'istruzione nelle scuole sarà dunque destinata a peggiorare, come già sta avvenendo nelle città a maggiore immigrazione. Gli immigrati islamici, dunque, sono destinati ad infoltire ulteriormente gli strati più bassi e meno qualificati della popolazione, peggiorando la competitività dell'industria tedesca e conseguentemente lo sviluppo economico nazionale.
Il manager della Bundesbank afferma che, se non verrà fatto nulla per porre un limite all'immigrazione, nel volgere di pochi decenni, continuando di questo passo, e non c'è motivo di pensare che questa tendenza possa mutare, i tedeschi diverranno una minoranza nel loro stesso paese. Le tesi di Sarrazin sono sensate, razionali e ben ancorate alla realtà della Germania, ma anche della Francia, dell'Italia e di tutta l'Europa occidentale.
I fatti riportati dall'economista tedesco sono incontestabili; le conseguenze dei medesimi sono evidenti per chiunque non sia accecato da ideologie mondialiste inneggianti a società multietniche e multiculturali armoniosamente eterogenee. Queste società possono esistere, come la storia del ventunesimo secolo insegna, solo per coercizione; come imposizione di un regime totalitario e destinate ad implodere se tale regime crolla.
Forse può apparire fuori luogo evocare totalitarismi parlando dell'Europa occidentale nel 2010, ma non lo è, non lo è per niente. La recente diatriba tra la Francia e l'Unione Europea, causata dalla decisione del governo francese di rimpatriare un esiguo numero di rom clandestini è l'ennesima dimostrazione che il totalitarismo è connaturato all'UE, e lo è fin dalla sua nascita. Probabilmente molti cittadini si chiedono perché l'UE non sia in grado di aiutare gli Stati dell'occidente europeo a trovare delle soluzioni ai gravissimi problemi dati dall'immigrazione extracomunitaria e comunitaria.
Ebbene chi, in buona fede, si pone tali domande evidentemente non ha capito la realtà del fenomeno migratorio in Europa. L'UE non farà mai nulla per porre un freno all'immigrazione per il semplice motivo che è da essa voluta, auspicata, incentivata, da qualsiasi parte del mondo provenga, che sia islamica o no. I reiterati richiami al rispetto dei diritti umani e alle virtù della solidarietà e dell'accoglienza, le accuse di razzismo e xenofobia che immancabilmente vengono indirizzate a chiunque dica la verità sull'immigrazione sono ricatti psicologici.
Il compito fondamentale dell'UE è la distruzione delle nazioni e dei popoli dei popoli dei quali esse sono espressione. L’immigrazione massiccia di individui diversi per la lingua, la religione, ed i costumi è un sistema molto efficace per disgregare popoli con secoli, se non millenni di storia. La futura Europa auspicata dall'UE non prevede identità nazionali e culturali. Chi scrive nutre, nonostante tutto, la speranza che presto si raggiunga un punto limite, che provochi il fallimento del progetto mondialista dell'UE.

Urbano De Siato

(Nella foto Thilo Sarrazin)



Indirizzo email: info@appunti.ru

Contatore visite: 1.075.177