martedì 9 marzo 2010
Cultura e società
Lo scandalo degli OGM : Gli effetti a lungo termine dei cibi geneticamente modificati
La Commissione Europea ha recentemente autorizzato la coltivazione di organismi geneticamente modificati sul territorio della UE. Per chi non si rendesse conto della pericolosità di questa decisione pubblichiamo la traduzione di un articolo pubblicato da William Engdahl, sul sito “Mondialisation.ca” il 2 agosto scorso.









Uno dei più grandi misteri che circondano la diffusione degli OGM nel mondo, dall’avvento delle prime culture sfruttate commercialmente, all’inizio degli anni 90, negli Stati Uniti e in Argentina, è l’assenza di studi scientifici indipendenti su eventuali effetti a lungo termine di un regime alimentare a base di OGM sull’uomo ovvero su animali da laboratorio. La ragione reale si spiega subito. Le compagnie agro-alimentari che producono OGM, come Monsanto, BASF, Pioneer, Syngenta e altre proibiscono la ricerca indipendente.
Nel numero di agosto 2009, l’editoriale dell’autorevole mensile scientifico americano, Scientific American, ha svelato la realtà preoccupante ed allarmante che si nasconde dietro la proliferazione, dal 1994, degli OGM in tutta la catena alimentare del pianeta. Nel mondo, nessuna rivista scientifica autorevole pubblica studi indipendenti sull’argomento per una semplice ragione. E’ impossibile verificare in maniera indipendente che le culture OGM, come la “Soja Roundup Ready”(1) della Monsanto o il mais “MONS110”, si comportino come pretendono le compagnie produttrici o che, come egualmente affermano le compagnie, queste non abbiano effetti secondari pericolosi , poiché le compagnie produttrici di OGM vietano questo tipo di test.
Come precondizione all’acquisto di sementi OGM , sia per destinarle alle coltivazioni, sia a scopo di ricerca, l’utilizzatore finale deve firmare un accordo con Monsanto ovvero con gli altri giganti dell’ingegneria genetica. Nel corso dell’ultimo decennio, nel periodo della più grande proliferazione dell’utilizzo di sementi OGM in agricoltura, Monsanto, Pioneer (DuPont) e Syngentia hanno preteso che chiunque comprasse i loro semi OGM sottoscrivesse un accordo che vietava esplicitamente il loro utilizzo in qualsivoglia ricerca indipendente. Gli scienziati non hanno il diritto di testare le sementi per studiare le loro condizioni di sviluppo o di mancata fruttificazione. Non si può effettuare uno studio comparativo tra le caratteristiche di un seme OGM e quelle di uno prodotto da un’altra compagnia indipendentemente dal fatto che questo sia o meno geneticamente modificato. Ma, più allarmante ancora, è vietato effettuare verifiche sugli eventuali effetti collaterali secondari non preordinati sull’ambiente ovvero sugli animali o sull’uomo.
Le sole ricerche di cui sia autorizzata la pubblicazione su riviste scientifiche autorevoli, verificate dalla comunità scientifica, sono gli studi preventivamente approvati da Monsanto o dalle altre compagnie dell’industria degli OGM.
Negli Stati Uniti, l’intero procedimento di omologazione delle sementi OGM , a partire dalla dichiarazione del presidente Gorge H.W. Bush nel 1992, su richiesta della Monsanto, secondo la quale nessun test particolare potrà essere effettuato dal governo sulla sicurezza dei semi OGM , poiché il presidente li ha giudicati “sostanzialmente equivalenti” alle sementi naturali, è stato viziato da corruzione in favore di interessi particolari.
Ex consiglieri giuridici della Monsanto sono stati nominati a cariche importanti dell’EPA e della FDA (2) per evitare qualsiasi regolamentazione particolare sulle sementi OGM , e, sino ad ora, non è stato effettuato alcun test governativo sul fatto se siano o meno innocue. Tutti i test di sicurezza o di produttività sugli OGM sono effettuati per il governo dalle compagnie produttrici stesse. Non è sicuramente stupefacente che gli OGM appaiano una cosa positiva e che Monsanto e gli altri produttori possano pretendere a torto che siano la soluzione per “la fame nel mondo”.
Negli Stati Uniti, un gruppo di 24 professori universitari grandi specialisti sugli insetti del mais ha scritto alla Government Environmental Protection Agency (EPA) per chiedere che la corporation sia obbligata a cambiare il suo comportamento di censura scientifica. E’ come se Chevrolet, Tata Motors o Fiat cercassero di censurare i test comparativi di collisione delle loro autovetture su “Consumers Reports” o su una equivalente pubblicazione per i consumatori, perché i risultati dei test non gli piacciono. Solo che in questo caso ad essere interessata è la catena alimentare umana ed animale. Gli scienziati affermano a buona ragione nei confronti dell’EPA, che la sicurezza alimentare e la protezione dell’ambiente si basano sulla possibilità di esami scientifici continui e minuziosi sulle specie vegetali. Negli Stati Uniti (3) dobbiamo pensarci due volte prima di fare colazione con la nostra tazza di cereali se il mais da cui derivano è OGM.

F. William Engdahl

Traduzione dal francese e note di Massimo Granata
(1) Letteralmente: Soia pronta per il Roundup. La caratteristica di essere resistente al Roundup, erbicida totale della Monsanto, sembra essere l’unico “vantaggio” qualitativo di questa soia. Il vantaggio è più che altro della Monsanto e delle sue pratiche vessatorie. Infatti se irrorando il vostro campo con il Roundup qualche pianta non muore, la multinazionale può trascinarvi in tribunale per utilizzo illegale delle sue sementi.
(2) US Food and Drug Administration. L’agenzia federale per il controllo della qualità dei prodotti alimentari e medicinali. Uno degli enti più inutili degli Stati Uniti stante la sua integrale sottomissione alle multinazionali agroalimentari e al “Big-Pharma”
(3) E anche in Europa d’ora in avanti



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